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19 novembre 2013

Ry Cooder and Corridos Famosos

LIVE AT THE GREAT AMERICAN MUSIC HALL

2013 - Nonesuch
[Uscita: 09/09/2013]

Ry Cooder# Consigliato da DISTORSIONI

 

Ry Cooder è davvero una leggenda, e lo sarebbe anche senza il successo planetario di “Buena Vista Social Club”, il fortunato (meritatamente) documentario sulla musica tradizionale cubana e su alcune delle sue vecchie glorie, prematuramente dimenticate e riportate giustamente all’onor del mondo proprio dal lavoro di Cooder e del regista Wim Wenders. È probabilmente grazie a questo film, che il signor Ryland Peter Cooder, classe di ferro 1947, è diventato un personaggio conosciuto anche al di fuori dell’ambiente musicale più attento, ma chi ama la musica americana tutta non poteva non annoverare tra i suoi artisti preferiti questo squisito virtuoso della slide guitar, capace di spaziare dal gospel alla musica tex-mex, session man tra i più richiesti, che ha messo la sua chitarra, per dire, in “Exile On Main Street” dei Rolling Stones, nella meravigliosa Willin’, dei beneamati Little Feat, nella Magic Band del Captain Beefheart di "Safe As Milk". E ci fermiamo, perché l’elenco sarebbe lunghissimo e perché tre nomi come quelli sopra elencati sono già il paradigma di una carriera. Ma Ry Cooder ci ha anche consegnato una serie di album solisti di alto livello, soprattutto nei buoni, vecchi seventies: “Into The Purple Valley”, “Paradise & Lunch”, “Chicken Skin Music”, “Showtime”, sono, ognuno per il proprio verso, splendidi esempi di rivisitazione al tempo stesso originale e rispettosa delle musiche della tradizione nordamericana.

 

ry cooderEbbene, questo disco dal vivo ci riporta a quei tempi, quando l’accordion di Flaco Jimenez si sposava con i cori gospel di Terry Evans e Arnold McCuller e i concerti diventavano una fiesta. L’album è stato registrato nel 2011 a San Francisco (Cooder non è prodigo di esibizioni live), con una formazione allargata che comprende alla batteria il figlio di Ry, Joaquin, al basso Robert Francis, all’accordion il mitico Flaco Jimenez, ai cori, oltre ai citati Evans e McCuller, la vocalist losangelina Juliette Commagere, che ci regala una versione strappamutande di Volver, Volver, e l’incredibile ensemble di fiati La Banda Juvenil, direttamente dal Messico. Dicevamo di concerti come una fiesta, e qui, almeno per chi non fa troppe distinzioni tra i generi, è fiesta davvero: si spazia dal boogie di Crazy ‘Bout An Automobile, un must nelle esibizioni cooderiane, con un assolo di slide contrappuntato dal sax baritono di Arturo Gallardo all’r’n’b funkeggiante di Lord Tell Me Why, dalla Do Re Mi di sua maestà Woody Guthrie, rivisitata in salsa tex-mex, al blues intinto nel soul della fantastica At The Dark End Of The Street, da pelle d’oca, con le splendide voci di Evans & McCuller, al valzer norteno di El Corrido De Jesse James alla saltellante Wooly Bully. Per finire con gli imperdibili bis: una versione virata blues del delta, quasi solo slide, basso e batteria, di Vigilante Man, ancora un omaggio a Woody, e il lento valzer di frontiera in cui si trasforma Goodnight Irene, standard country di Lomax & Ledbetter a cui il trattamento Cooder/Jimenez non fa che bene. Un disco importante, quindi, in particolare per chi si avvicina per la prima volta al genio di Cooder, visto che potrebbe essere agevolmente un ottimo “best of”.

 

Voto: 7.5/10
Luca Sanna

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