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21 luglio 2014 ,

Sierra Leone’s Refugee All Stars

LIBATION

2014 - Cumbancha
[Uscita: 21/04/2014]

Sierra-Refugee-All-Stars-“Libation”, il titolo scelto dall’ensemble africano per il disco che celebra il decennale di vita della band, è il nome di una cerimonia di purificazione in cui si offre un liquido agli spiriti per rispetto agli antenati e alle persone amate scomparse. Un rito che i musicisti hanno eseguito appena finito di registrare l’album negli studi Cumbancha nelle montagne del Vermont, come si può leggere nel loro sito «per celebrare la benedizione che la musica ci ha dato e per pagare tributo agli spiriti dei nostri fratelli musicisti che ci hanno lasciato». Il gruppo nasce nei campi profughi in Guinea, dove alcuni fra i numerosi fuggiti alla guerra che imperversava in Sierra Leone, grazie all’aiuto di una ong canadese, riuscirono a mettere su una band che si consoliderà quando nel 2004 potranno rientrare in patria dove registreranno il loro primo disco, “Living Like A Refugee” uscito per la Anti e che li farà conoscere e apprezzare per la loro vivace miscela di ritmi africani e reggae, ma anche per la contagiosa vivacità e spirito positivo della loro musica.

 

Giunti ora al quarto album i Sierra Leone’s Refugee All Stars sembrano aver optato per una musica più meditativa e consapevole delle tradizioni musicali della loro terra, correggendo il tiro  rispetto ai dischi che li hanno preceduti. Innanzitutto la strumentazione opta per strumenti acustici e vintage, abbandonando l’elettricità che aveva caratterizzato il secondo e il terzo album, non a caso alla produzione hanno voluto Chris Velan che già sierraaveva prodotto il loro album d’esordio, a cui “Libation” sembra voler tornare. Un riaffermare con forza le proprie radici dopo anni in cui la band si è esibita sui palchi di tutto il mondo e collaborato con musicisti occidentali. E così se l’ispirazione fondamentale appare ancora una volta il reggae nella sua particolare declinazione africana intrisa di suono cubano e ritmi tropicali, molti sono i riferimenti a ritmi e suoni tradizionali tipici della regione, dall’highlife, energica musica da balere popolari, al palm wine, canzoni intrise di malinconia, all’afrobeat e al soukous. Il risultato è decisamente convincente, così accanto ai tradizionali ritmi ballabili, si possono apprezzare brani in cui si affaccia qua e là una vena più intimista e malinconica che dona coloriture più umbratili al disco.

Voto: 7/10
Ignazio Gulotta

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