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8 aprile 2014 ,

Eleni Mandell

LET’S FLY A KITE

2014 - Yep Roc Record
[Uscita: 28/01/2014]

eleni mandellNata nell'epoca sbagliata. Quante volte a proposito di artisti rock abbiamo sentito e scritto questa frase. Ma onestamente non troviamo altro modo di descrivere l'avventura solista della brava Eleni Mandell. Una storia musicale che vanta già dieci album, iniziata nel 1998 con l'esordio di "Wishbone" e proseguita in compagnia di molti nomi eccellenti della scena indipendente a stelle e strisce, come il chitarrista dei Wilco, Nels Cline ed i due X, DJ Bonebrake e Tony Gilkinson. Inizialmente è ispirata dai soliti Tom Waits, Dylan e Leonard Cohen, paragoni e assonanze che si sono un po' persi con il passare del tempo. Una ragazza che adesso si è ritrovata madre di due gemelli ed ha trasmesso tutta la sua gioia nelle amorevoli canzoni di questo "Let's fly a kite", come dimostrano anche le immagini del primo video. L'aquilone di Eleni vola alto con la fantasia, per tutte le 12 dolcissime songs ricche di arrangiamenti ed orchestrazioni d'altri tempi. "Non ne facevo volare uno da quando ero piccola" ammette, "eppure è una delle cose più semplici che si possono fare, il problema è che spesso ci si dimentica anche dei gesti più semplici".

 

La Mandell è californiana, di Los Angeles ma il disco è stato registrato in quel di Londra in tre settimane di lavoro. Fondamentale l'apporto di una celebrità come Nick Lowe "Eleni mi eleni-mandellha rubato letteralmente la band" dice, che lo ha prodotto e che ha contribuito molto alle sue sonorità sixties oriented, poco rock e molto soft, al pari della colorata copertina che fa molto summer of love. Le canzoni vibrano della gioia di vivere della Mandell, in gran parte per gli adorati figli, per la nonna e pure per le persone che cercano la felicità nel matrimonio. Vocalmente Eleni rimanda a quelle splendide creature che popolavano l'emisfero del grande Serge Gainsbourg. Francoise Hardy, Jane Birkin, la stessa Marianne Faithfull non sono poi così distanti dal suo modo d'intendere ed interpretare una canzone. Gli stessi titoli dei pezzi riflettono la natura biografica di gran parte delle composizioni qui presenti. Put my baby to bed, Wedding ring, Little joy, che compongono lo squisito terzetto iniziale del disco la dicono lunga sulla gioia e la felicità provata nello scrivere le liriche delle canzoni. Così come I like you ed Anyone like you che sono vere e proprie dichiarazioni d'amore,Eleny play guitar molto tenere, anche sdolcinate. Splendidi gli arrangiamenti della bella Something to think about, per non parlare della notturna Midnight Hauler, altra pillola dolcissima e Like dreamers do, esercizio vocale  jazz old style che chiude con classe l'album. Let's fly a kite ci riporta alla leggerezza ed ingenuità degli amati sixties, ad un’ epoca meravigliosa che vanamente cerchiamo di resuscitare. Lasciate anche voi volare la fantasia e provate a prendere l'aquilone di Eleni se lo vedete passare dalle vostre parti.

 

Voto: 7.5/10
Ricardo Martillos

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