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8 settembre 2014 ,

Shabazz Palaces

LESE MAJESTY

2014 - Sub Pop-Audioglobe-Kizmaiaz
[Uscita: 29/08/2014]

USA                                           # Consigliato da Distorsioni

shabazz coverA tre anni di distanza dall'ottimo "Black Up", i due discendenti della stirpe di Shabazz ritornano con questo nuovo album riconfermando una cifra stilistica che li pone in primo piano tra le produzioni inscritte nell'ambito delle sperimentazioni tra elettronica ed hip hop. Senza clamore ma contando su di un'attenzione guadagnata sul campo, "Lese Majesty" esce (così come il suo predecessore) per la storica Sub Pop, indimenticabile punto di riferimento dell'era grunge. Debitori di un lavoro portato avanti negli ultimi anni da realtà quali Antipop Consortium, Sensational, Headset, Spectre ed anche da alcuni nomi riconducibili ad etichette come Hyperdub, Warp e ~Scape, Shabazz Palaces danno spesso l'impressione di affondare le proprie radici in alcuni dei lavori di Herbie Hancock e Sun Ra. Con "Lese Majesty", pur continuando a tenere premuto l'accelleratore sulle possibilità che ha la musica soul di mutare forma, il duo con base a Seattle sembra questa volta orientato alla costruzione di architetture più immediatamente riconoscibili, comunque organizzate secondo sghembi pattern ritmici e soluzioni melodiche a volte volutamente cacofoniche ma coerentemente all'interno di una poliedrica visione compositiva che tiene solo sporadicamente conto delle forme classiche tanto dell'hip hop che della forma canzone. 

 

shabazz-palacesDa sottolineare come nuovamente emerge una simbologia riconducibile a miti ancestrali, leggende aficane ed islamismo. E non potrebbe essere altrimenti dato il singolare moniker che Ishmael Buttler (ex Digable Planets) e Tendai Maraire (figlio di Dumisani Maraire, musicista di mbira dello Zimbabwe) hanno scelto per il loro progetto. Per chi volesse avere un quadro di riferimento più preciso, l'invito è quello di andarsi a leggere qualcosa sulla Tribù di Shabazz e della sua importanza all'interno dell'universo culturale rappresentato dal Black Power. Irriverente nel sound quasi da sembrare in alcuni passaggi persino autoreferenziale, l'album rivela sin dall'inizio un potente magnetismo in grado di intrappolare l'ascoltatore in un immaginario nel quale si intrecciano richiami ad antiche civiltà, con elementi provenienti dallo spazio profondo ed altri ancora contestualizzati nella contemporaneità urbana. Le tracce scorrono una dentro l'altra come fossero pagine di un libro di fiabe illustrate: si passa così attraverso l'incantesimo di Dawn in Luxor, Forerunner Foray e Solemn Swears, i vicoli scuri di ...down 155th in the MCM snorkel, il funk bizarro di #CAKE e le suggestioni africane di Motion Sickness.  Indubbiamente tra le cose migliori uscite quest'anno. Buon ascolto.

Voto: 7.5/10
Aldo De Sanctis

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