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23 gennaio 2012 ,

Alcest

LES VOYAGES DE L’ÂME

2012 - Prophecy Productions
[Uscita: 06/01/2012]

# Consigliato da DISTORSIONI

La storia di Neige, chitarrista e anima degli Alcest, è per certi versi degna di nota. Neige racconta di aver vissuto da bambino esperienze extracorporee in cui percepiva se stesso come puro spirito mentre vagava in luoghi bellissimi e luminosi, abitati da esseri di pura luce, infinitamente benevoli e protettivi. In quei luoghi l’assenza del corpo rendeva nulla la sofferenza e l’angoscia, amplificando la pace interiore e la condizione di estasi. “Souvenirs d'un Autre Monde” (primo album del 2007) pertanto, non va inteso come ricordo di un luogo immaginario o fiabesco, ma come memoria di una esperienza realmente vissuta. Il successivo “Écailles De Lune” (2010) descrive la condizione spirituale di un uomo attratto dalle profondità del mare e dagli spiriti che vi abitano, alla ricerca di un luogo che possa accoglierlo più amorevolmente di quanto avvenga nel mondo terreno. Nonostante le sonorità originarie degli Alcest rimandino al black metal scandinavo, Neige ha più volte ribadito il carattere positivo e luminoso del suo messaggio, prendendo le distanze dalle visioni oscure e malefiche di un certo black metal tradizionale e replicando così alla critica che ne evidenziava il suo lato malinconico e per certi versi nichilista (si pensi ad esempio a Sur l'océan couleur de fer che chiude “Écailles De Lune”).

 

Con quest’ultimo “Les Voyages De L’Ame”, Neige sembra pertanto voler ribadire una volta per tutte il carattere positivo della sua visione, accentuando ancora di più l’aspetto nostalgico di quell’esperienza spirituale che lo segnò fortemente quand’era bambino. Il black metal di ispirazione scandinava è quasi completamente scomparso, sostituito da sonorità che rimandano a forme shoegaze e ad un dream-pop molto etereo e sognante. “Les Voyages De L’Ame” è certamente un album molto più descrittivo che emotivo, ben suonato tecnicamente, che tuttavia proprio per il desiderio di rendere completamente esplicito il sentimento che lo anima, scivola spesso in una narrazione prevedibile e ripetitiva, che recupera e perfeziona canoni già sperimentati in precedenti lavori. Non mancano tuttavia ottimi momenti come Là Où Naissent Les Couleurs Nouvelles, Havens, l’eterea e martellante Beings Of Light o la splendida Summer's Glory, assolutamente il brano migliore dell’album. Tutti coloro che non concepiscono l’esistenza di un mondo immateriale che esista al di là del visibile, abitato da esseri luminosi, incorporei e benevoli, potranno comunque apprezzare questo “Les Voyages De L’Ame” e lasciarsi affascinare dalle immagini vivide di un mondo che tutti noi abbiamo vissuto prima di nascere, che ci ha avvolto con amore materno ed a cui forse, prima o poi, vorremmo inconsciamente ritornare.

Felice Marotta
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