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8 ottobre 2014 ,

Erlend Øye

LEGAO

2014 - Bubbles Records
[Uscita: 03/10/2014]

Norvegia-Italia

Erlend-300x300A undici anni di distanza da “Unrest” (2003, Astralwerks) Erlend Øye, metà del duo norvegese dei Kings of Convenience, dà alle stampe il suo secondo album solista che esce per la Bubbles Records, etichetta da lui fondata insieme a Marcin Öz. Ma naturalmente nel frattempo Øye ha fatto molte altre cose, prodotto dischi, collaborato a vari progetti fra i quali i The Whiteste Boy Alive con i quali ha pubblicato il disco “La Prima Estate”. L’Italia è diventata sempre più importante nella sua vita, da qualche anno si è infatti stabilito a Siracusa e  si è sempre più appassionato alla musica leggera italiana dei Sessanta: nei suoi concerti canta spesso cover di nostri seminali artisti come Mina, Paoli, Bruno Martino. Influenze che si possono riscontrare in questo suo ultimo lavoro, che è stato registrato a Reykjavik con il supporto degli Hjálmar, band reggae dell’isola nordica, come si vede un mix davvero inedito per il musicista di Bergen. Le dieci tracce di “Legao” ci offrono una musica placida, calma, che detesta l’urlo e il rumore, un’atmosfera rilassata, molto swing, che unisce i solari ritmi caraibici con il sentire tendente al malinconico tipico dell’anima nordica.

 

Siamo molto prossimi a un musicista come Jens Lekman, citato del resto dallo stesso Erlend Øye come sua influenza diretta, ma anche Jay-Jay Johansson o Sondre Lerche si sono mossi sulle stesse coordinate, moderni crooner di una Scandinavia che guarda a erlendSud e oltreatlantico. Negli arrangiamenti una funzione importante ha il ritmo moderatamente reggae impresso ai brani e l’uso di una hammond dalle sonorità sognanti e molto sixties. La voce di Øye è calda e delicata, confidenziale e suadente, perfetta per cantare di amori e sentimenti crepuscolari, non a caso il disco che inizialmente sarebbe dovuto uscire a maggio è stato rimandato all’inizio dell’autunno, stagione decisamente più adatta alla dolce malinconia che lo pervade. E’ davvero piacevole lasciarsi cullare dallo swing sincopato di Save Some Loving, dal reggae nordico di Fence Me In e Rainman, dalle eclettiche sonorità fra disco e Lekman di Garota, dalla splendida chitarrina molto KoC che introduce Peng Pong. Un disco da ascoltare in una ‘rotonda sul mare’ sotto un cielo grigio autunnale rimpiangendo i colori estivi.

Voto: 7/10
Ignazio Gulotta

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