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20 luglio 2017 ,

All Time Low

LAST YOUNG RENEGADE

2017 - Fueled By Ramen
[Uscita: 02/06/2017]

Stati Uniti

 

atl last young renegade coverArrivati al settimo album in studio, gli ormai ex ragazzi prodigio americani della seconda ondata pop-punk dei primi anni 2000 hanno deciso di cambiare strada, provare a crescere e togliersi dalla spalla la scimmia di “gruppo adolescenziale” perfetto per i party a bordo piscina. Il sentiero intrapreso dagli All Time Low con il loro ultimo “Last Young Renegade”, però, è parecchio tortuoso, e rischia di portare il quartetto di Baltimora al di fuori della propria “comfort zone”, che non ne aveva di certo fatto una band memorabile, ma comunque era bastata per introdurre gli ATL nell’Olimpo del pop-punk contemporaneo (insieme a poche altre band degne di nota) e per intraprendere un biennale tour planetario in supporto nientedimeno che dei Green Day.

 

Arrivati ormai alla soglia dei 30 anni, i quattro ragazzi del Maryland sono stati assaliti dalla voglia (a voler esser maliziosi si potrebbe dire “pilotata” dall’etichetta) di cambiare strada, di crescere, arrivando a combinare con questo nuovo lavoro quello che se non è un grosso pasticcio, perlomeno  risulta una spiacevole perdita di identità musicale. Dal cocktail vincente degli All Time Low, che avevano sgomitato per far breccia nel cuore degli all time low photoadolescenti americani, sono spariti i ciuffi lunghi a coprire gli occhi, le cinte borchiate, gli skate e le chitarre stoppate, mentre è rimasta soltanto la voce nasale di Alex Gaskarth (l’unico ad aver mantenuto il look della prima ora), prestata però a un qualcosa che ha perso quasi totalmente la dicitura “punk” per virare verso un pop nemmeno così originale. La band, parlando del nuovo album, si è addirittura spinta a citare l’influenza di David Bowie e Prince, ma risulta molto più plausibile e ragionevole parlare di una svolta che strizza l’occhio al pop “alternativo” di Fall Out BoyParamore, facendo uno spasmodico ricorso, tendente al noioso, a pattern preregistrati di batteria e inserimenti elettronici.

 

Il all time lowpezzo più gradevole dell’intero disco è la fresca Nice2KnoU, rarissima concessione al divertentismo pop-punk degli ATL vecchia maniera insieme alla title-track. Il resto è veramente poca roba, giocata soprattutto sul terreno del pop mainstream contemporaneo (Dirty Laundry, Dark Side of Your Room, Life of the Party, Afterglow). Unici momenti degni di maggiore attenzione Drugs & Candy, Good Times e Nightmares (pop ballad con inserimenti elettronici abbastanza in stile anche se non memorabili), oltre a Ground Control, il brano più “oscuro” dell’intero album impreziosito dall’ospitata del duo indie canadese Tegan and Sara. Un vero e proprio passo indietro per la band, che ha dato finalmente dato un senso al proprio nome, raggiungendo il minimo storico.  

 

Voto: 4/10
Riccardo Resta

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