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9 marzo 2018 , ,

Laurie Anderson & Kronos Quartet

LANDFALL

2018 - Nonesuch Records
[Uscita: 16/02/2018]

Stati Uniti     #consigliatodadistorsioni

 

Ci si potrebbe legittimamente chiedere cosa c’entri l’uragano Sandy che nel 2012, dopo aver flagellato la Giamaica, e passando per Cuba e la Repubblica Dominicana, tra le altre, si abbatté sulla costa orientale degli Stati Uniti d’America, causando centinaia di vittime e danni per svariate decine di miliardi di dollari, con la produzione artistica di una delle figure più importanti dell’avanguardia musicale mondiale, Laurie Anderson. Ebbene, se mai la musica adempie a una funzione simbolicamente, o sostanzialmente, terapeutica, questo è uno di quei casi. In quella catastrofe, Laurie, che un anno dopo avrebbe perso il marito, l’incommensurabile Lou Reed, aveva assistito allo sconvolgimento del suo equilibrio psico-fisico, della sua metodica e geniale quotidianità, essendo stata la sua casa di Manhattan travolta dalla furia dell’inondazione causata da Sandy. Tutte le sue cose più care, libri, partiture, strumenti musicali, erano state spazzate via dall’acqua, e in essa galleggiavano come frammenti di un’età perduta nelle latebre della memoria spezzata e irrecuperabile. Tuttavia, ripartendo da lì ed elaborando, dopo averlo indossato, il duplice manto del lutto, Laurie compose un’opera che l’aiutasse a filtrare con le armi della musica quel dolore altrimenti immedicabile.

 

Affidandosi alla maestria di uno dei quartetti d’archi più preziosi al mondo, il Kronos Quartet, Laurie rilascia alle stampe un lavoro di rara intensità poetica, dove i toni assumono, com’è facile arguire, le sfumature dell’abisso. Un’opera ‘al nero’ per strumenti ad arco, voce recitante e partitura acquatica: “Landfall. Ne rilascia anche una versione ‘live’, una sorta di scrittura teatrale fluttuante. L’interpretazione del quartetto guidato superbamente da David Harrington, non nuovo a intraprese musicali ardimentose (Philip Glass, Henryk Górecki, Steve Reich), è semplicemente splendida. Nel corso dei trenta brevi frammenti che compongono come un puzzle distrutto l’album, si riesce a cogliere l’atmosfera di sospensione che regna un attimo prima della catastrofe, e, di seguito, lo stupore angoscioso che coglie dinanzi alla virulenza del fatto compiuto, traendone sensazioni di impotenza in ragione della fragilità laurieanderson_1dell’esistenza umana al cospetto della furia devastatrice della natura violentata e vendicatrice. Un soffio di dolorosa poesia: dal prodromo dell’evento di CNN Predicts A Monster Storm, in cui i violini riescono a rendere il sentimento di apprensione dinanzi all’approssimarsi dell’evento esiziale, a frammenti come The Water Rises, dove la mestizia poetica degli archi prefigura il nero abisso che sta per aprirsi sulle terre del quotidiano agire; dalle buie cateratte d’acqua invadenti l’umano sentire in Darkness Falls, alla fragile elegia per voce e archi di Everything Is Floating, segmento di rara e dolorosa bellezza, canto del cigno di ogni respiro che tramonta dietro la coltre oscura della notte dell’anima. Capolavoro.  

 

Voto: 8/10
Rocco Sapuppo

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