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1 settembre 2016 , ,

Blues Pills

LADY IN GOLD

2016 - Nuclear Blast Records
[Uscita: 05/08/2016]

Svezia-Francia-Stati Uniti

 

blues cover 157701_Blues_Pills___Lady_In_GoldUno degli album più attesi del 2016 era il secondo lavoro dei Blues Pills. L'entourage di psichedelia hard, blues rock e soul che con l'omonimo esordio aveva conquistato i più, propone una versione più snella ed appetibile della formula mutuata dai mostri sacri della fine degli anni '60. Per due quarti svedesi, con il francese Dorian Sorriaux alla chitarra e l'americano Zack Anderson al basso, i Blues Pills sono la formazione giusta al momento giusto, che mitiga con questo nuovo "Lady In Gold" le ondate sempre più pressanti di revival hard-blues del gotha indie. Protagonista indiscussa e unica vera eccellenza di un gruppo che si farebbe difficoltà a distinguere da una cover band dei Cream è Elin Larsson, che in questo secondo disco si fa sempre più istituzione. La sua voce sensuale e calda ne fa una sorta di Aretha Franklin nordica o una Janis Joplin pudica ed educata. La cantante svedese guida la band nei cosmic trip imbevuti di energia soul e malinconia blues e risulta l'unica vincente. Ha una personalità forte e molto più marcata degli uomini che la circondano, tanto da concedersi una I Felt a Change per sola voce, piano e synth; domina tra gli strali l’hard-ballad title-track; dirige il boogie di Little Boy Preacher con tanto di coretti. Peccato che non si possa dire lo stesso dei suoi compagni di band.

 

blues 176938_03_DSC_1347_BLUES_PILLSSpesso i tre scompaiono di fronte alla personalità della Larsson e hanno l'effetto solo di una band di supporto. Quello che piace e che fa sì che abbiano successo è la duttilità e la compattezza con cui si muovono tra un genere e l'altro, riuscendoci quasi in completo anonimato. Sono trasversali, la vittoria della forma sulla sostanza. Di fondo il problema dei Blues Pills rimane quello di adagiarsi su una forma rodata, vintage, blues tumblr_o614yhicl21rhl7roo1_1280adattata alle istanze musicali del terzo millennio. Lady In Gold non è un brutto disco e ha dei picchi di godibilità assoluta. Rimane però in una zona grigia, in cui a malapena la band sembra contemporanea. L'album è stato prodotto da Don Alsterberg (Division of Laura Lee, José Gonzalez, Graveyard, Jerry Williams) che aveva già lavorato all'esordio del gruppo. In linea con le vibrazioni psichedeliche, la copertina dell'album è stata disegnata dall'artista Marijke Koger Dunham, famosa per aver collaborato con Beatles e Cream.  

 

Voto: 5.5/10
Ruben Gavilli

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