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4 settembre 2014 , ,

Sinouj

LA FICHE

2014 - Resistencia
[Uscita: 14/04/2014]

Sinouj LA FICHESpagna-Tunisia-Italia-Nigeria-Cuba-Argentina-Guinea-India 

                                                  # Consigliato da Distorsioni

Sinouj è una band di jazz fusion di stanza a Madrid che si è fatta conoscere attraverso una lunga serie di concerti ed i tre album fino ad ora pubblicati. Oggi è una delle realtà più interessanti del panorama jazz iberico. Formazione decisamente multietnica composta da due spagnoli, Pablo Hernández Ramos (alto sax) e Javier Geras (basso), un tunisino, Larbi Sassi (violino & voce), un italiano, Sergio Salvi (keyboards & electronics), e un nigeriano, Akin Onasanya (drums). Ma alla registrazione di questo “La Fiche” hanno contribuito anche, oltre ai due flautisti spagnoli Javier Paxariño dei Radio Tarifa e Jorge Pardo, la guineana Alana Sinkëy (voce), l’ hindú Niraj Singh (tabla), il cubano Ariel Brínguez (sax tenore) e l’argentina Emilse Barlatay (flauto), aumentando così il tasso di multiculturalismo di una proposta musicale che trae linfa vitale dall’interscambio di matrici culturali così diverse. Il jazz dei Sinouj si muove sulla scia aperta da band storiche come i Weather Report, ma anche dai lavori di quei musicisti di casa nostra che hanno preso le mosse da gruppi come i Napoli Centrale o i Sensation’s Fix, un jazz aperto alle contaminazioni e alle influenze più diverse, le musiche mediterranee, mediorientali, il rock, il dub, il funk, l’Africa, il prog. 

 

Fra gli otto brani, tutti composti da Pablo Hernandez Ramos, con l’eccezione della cover dei Radiohead National Anthem, segnaliamo l’iniziale Indica sui canoni di un jazz rock etnico infiammato dal funk, Tunisian Winter pervasa di malinconia, ma anche del fascino sinuoso delle sonorità arabe del sax, l’ottima Ouahdub, misteriosa nel canto melodioso del tunisino Larbi Sassi e dalle venature dub, la voce della guineana Alana Sinkëyxin impreziosisce con la sua anima africana il nervoso dialogo fra sax e tastiere nel brano che dà il titolo all’album. Onze è un bel pezzo di improvvisazione free, mentre Lavapiès è struggente e malinconica con il violino orientale di Sassi assoluto protagonista, la cover di National Anthem si colora di intensità black sia nel canto che nella dinamica jazzistica. Nella conclusiva Flashback sembrano trovare sintesi brillante le varie influenze della band, su una sezione ritmica vibrante e potente i musicisti sviluppano il tema con vigore e inventiva. “La Fiche” è un disco brillante e ricco di spunti, la maggior presenza della voce rispetto al passato ne arricchisce il suono e amplia le potenzialità espressive,una proposta decisamente interessante

Voto: 7.5/10
Ignazio Gulotta

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