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26 gennaio 2013 ,

Camper Van Beethoven

LA COSTA PERDIDA

2013 - 429 Records
[Uscita: 22/01/2013]

Camper Van Beethoven LA COSTA PERDIDA 2012 429 RecordsCamper Van Beethoven sono un gruppo nato a Redlands, California circa 30 anni fa, in piena esplosione Paisley Underground e neo psichedelica in generale.  A differenza di gran parte dei gruppi del periodo la loro proposta musicale si è sempre differenziata per un tocco di pazzia ed ironia che li rendeva se non unici perlomeno difficilmente classificabili. I dischi migliori sono al solito i primi, il debutto di “Telephone free landslide victory” (1985), “II & III” (1986) e l'omonimo “Camper Van Beethoven” (1986), album geniali, pieni zeppi di idee e divagazioni acide. Col finire degli anni ottanta il gruppo sentendo esaurire la vena creativa pensò bene di mollare tutto e sparire dalla circolazione, destino comune a molte altre formazioni del tempo. Giunse quindi del tutto inatteso il grande, si fa per dire, ritorno sulle scene musicali col rifacimento di “Tusk” dei tardi Fleetwood Mac, quelli per intenderci del  secondo periodo,  tutto zucchero e con ambizioni d'alta classifica. Questo fu davvero un caso più unico che raro nella storia della musica rock. Un gruppo che decide di rifare per intero un disco pessimo, per di più doppio, sfiora la sanità mentale. Chissà se qualcuno avrà pure comprato il disco quando uscì. Sigh!.

 

La formazione del periodo era la stessa degli esordi, particolare inquietante, con David Lowery, voce solista e chitarra, Victor Krummenacher al basso, Jonathan Segel violino e tastiere, Greg Lisher alla chitarra solista con la sola aggiunta del batterista Frank Funaro. Da qui in avanti sono usciti solo due dischi nuovi, “New roman times” (2004), con inclinazione antiterroristica da post apocalisse dell'11 settembre, e questo nuovissimo “La costa perdida”. Fa davvero impressione ed un velo di tristezza constatare la sparizione del bel gruppo di 30 anni addietro, adesso Camper sono un gruppo come tanti in America, armonie vocali ricercate ma canzoni che scivolano via senza colpo ferire. Hanno pure atteso nove anni per proporci un nuovo disco ma se i risultati sono questi forse era meglio il silenzio assoluto. Se “New times roman”  aveva perlomeno dalla sua delle song apprezzabili, quest'ultimo è quel che si suol definire un disco anonimo. “La costa perdida” nelle intenzioni della band si dovrebbe rifare al sound dei Beach Boys ma con tutta onestà ho trovato qui dentro davvero poco che ricordi Brian Wilson.

 

Camper Van Beethoven LA COSTA PERDIDA 2012 429 Records L'apertura melliflua di Come down the coast e Too high for the love-in  fa capire subito l'indirizzo che prenderà il disco.  Due ballate innocue ma non potrebbe essere diversamente visto che David Lowery non è attualmente un songwriter all'altezza di Jeff Tweedy nè Camper Van Beethoven sono i Wilco nonostante gli anni d'esperienza. Meglio allora citare le cose buone racchiuse qui dentro. Come la breve Peaches in the summertime, quasi Mano Negra, e come lo sfacciato omaggio ai Beach Boys di Northern California girl, qui in una versione di sette minuti, nei quali il gruppo dimostra per lo meno di non aver smarrito del tutto un certo gusto interpretativo. La title track avrebbe ben figurato in un disco dei Los Lobos mentre le onde dell'oceano annunciano il finale malinconico di A love for all time, che è una ballata niente male e che cala il sipario su questo ultimo lavoro dei californiani. In questo disco più che la costa Camper Van Beethoven sembrano avere perso l'ispirazione e dubito che gli anni a venire vedranno una loro resurrezione musicale. 

Voto: 5/10
Ricardo Martillos

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