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18 maggio 2015 , ,

Seremonia

KRISTALLIARKKI

2015 - Svart Records
[Uscita: 08/05/2015]

 Finlandia  #consigliatodadistorsioni

 

seremonia-kristalliarkki-cdSentieri dannati, cunicoli scavati nelle viscere della montagna e, di caverna in caverna, la strada sprofonda nelle bolgie infernali. Non tutto il percorso è lastricato dalle stesse dolorose emozioni o sulfuree laceranti ferite. Il culto di Seremonia si trasmette in moduli ricchi di mercurio velenoso, vapori di psych-hazy  immergono il paranoico heavy Sabbathiano con code di garage punk, appunti buzz and fuzz sgorgati da nenie perfide. Five piece's band finlandese scorre tra laghi e ghiacciai la propria natura ossianica, scoscesa da monumentali ossessioni esoteriche cariche di simbolismi e tensioni ultraterrene. Arrivati al terzo album esprimono una matura espressione di brani con distintiva identità, allontanando l'idea di un ripasso vintage fine a se stesso. La voce da arpia incantatrice di Noora Federley assume una maggiore percezione sulle tracce dei due chitarristi Teemu Markkula e Ville Pirinen, come una specie di colla gelatinosa che si impadronisce di un morboso mesmerismo occulto. Il batterista/flautista Erno Taipale e il bassista Ikka Vekka vibrano metronomici assalti orpellati dalla lingua nativa nei testi dell'opera. La fusione di graffianti laminazioni, con le tastiere aggiunte, ripiene di fiamme tetre, evapora in un abisso spirituale concatenando abbondanti corrosioni e riverberi.

 

seremonia ooraLa forgia ancestrale si riflette nell'ouverture. Vihkimys significa "iniziazione" e consegna immediatamente la deviata liturgia delle ombre psichedeliche. Si moltiplicano i riff demoniaci collassati da melodiosi malefici vocali: Alfa Ja Omega, Tee Mita Tahdot, Lusiferin Lapset urlano la possessione crepuscolare in seduzioni neuroniche, cosi come le morbose litanie di Musta Liekki, Vapauden Polku e Kuolema Voitaa sprizzano unghiate metalliche da colate acetose. La splendida Joikanen Askel sembra sospesa nello spazio e nel tempo quando i Daemon (John Du Cann e Paul Hammond, pre Hard Stuff e post Atomic Rooster) erano la colonna seremoniasonora heavy progressive per deliziare il viaggio di Caronte. La title-track Kristalliarkki, l'arca di cristallo, procede divisa in due segmenti. Quattordici minuti di immaginifica ambientazione, un percorso mortale segnato da cupe ventate semi-improvvisate dove il flauto dolciastro, stile Thijs Van Leer, stride nel contesto sepolcrale. E la seconda parte chiude l'album con un gioiello punk la cui anima è stata venduta ad angeli ribelli dalle lunghe ali nere. Musiikki con  incedere Motorhead-esque,  foreste spettrali, cupi episodi di stregoneria, tombe spoglie e illacrimate in entità dark psych. Doom-ed in the hypnotic age.

 

Voto: 8/10
Sandro Priarone

foto 2:  Noora Federley 

 

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