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24 maggio 2016 ,

Masha Qrella

KEYS

2016 - Morr Music-Goodfellas
[Uscita: 15/04/2016]

Germania 

 

keysTutto al servizio della sua voce, in questo nuovo e quinto album di Masha Qrella, cantante berlinese che si prodiga in un indie-pop di caratura leggera ma estremamente piacevole.

Trattasi di un songwriting arioso e a tratti sofisticato espresso con piccole ballate mid-tempo che hanno per assoluta protagonista la voce vagamente infantile (nonostante i quarant’anni compiuti) dell’artista tedesca.  Positivo, che, nonostante il proliferare delle varie cantautrici degli ultimi dieci/quindici anni, Masha Qrella non assomigli a nessuna, proponendo questo pop d’autore leggero e piuttosto personale e se proprio volessimo trovarle una parentela, non si sa quanto consapevole, dovremmo risalire agli anni ottanta e a certe qrellacose dei Blondie di Debbie Harry, come si sospetterebbe da un paio di brani quali Bogota e GirlIn quel lontano periodo è anche calata Dj, lenta ballata dove la voce si adagia sulle trame del tappeto volante di una tastiera prettamente anni ottanta, ma per il resto siamo in pieno 2016. Simple Song come recita il titolo (un po’ meno il testo) è una canzonetta semplice e accattivante, Keys, che dà il titolo all’album è la più introspettiva del lotto con un retrogusto black e una voce sensuale da lolita fuori tempo massimo. Interessante anche la lunga coda chitarristico/rumorista della già citata Girl mentre un piano elettrico delizioso fa talvolta capolino qua e là, lungo tutto l’album, senza mai invadere, però, il campo vocale della protagonista.

Un album che se anche non vive di nessun sussulto di genialità, ha però la capacità di farsi notevolmente apprezzare per la sua semplicità, per la limpidezza di queste undici canzoni di rara gradevolezza tra le quali, citate e non, il nostro favore personale va a Pale Days che, pur con le dovute differenze, entra in punta di piedi nel territorio dei Cure più canzonettistici. Impressione confermata in seguito scoprendo che Masha Qrella ha da tempo in repertorio una riuscita cover di Boys don’t cry della band di Robert Smith.

 

Voto: 7/10
Maurizio Pupi Bracali

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