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23 giugno 2016

Arthur Beatrice

KEEPING THE PEACE

2016 - Capitol Records
[Uscita: 25/05/2016]

Inghilterra  #consigliatodadistorsioni      

 

Arthur Betrice - Keeping the peaceA due anni di distanza dal disco d’esordio “Working out” che li aveva fatti paragonare (in maniera abbastanza approssimativa) agli Xx (probabilmente giusto per il fatto di avere due cantanti e presentare delle atmosfere abbastanza oscure, per quanto molto differenti) esce il secondo lavoro della band londinese Arthur Beatrice.

Keeping ther peace”, diciamolo subito, presenta diverse novità, non tutte positive a dire il vero, da un maggiore utilizzo di ambientazioni elettroniche alla collaborazione con la London Contemporary Orchestra, ma la vera novità è la decisione del gruppo di lasciare totalmente il timone vocale nella mani della bellissima voce di Ella Girardot rinunciando alle armonie vocali di Orlando Leopard (e questo è, a prescindere dal risultato di questo lavoro, davvero un peccato). Tale decisione deve essere stata sicuramente sofferta e sintomo della decisione di provare a fare il definitivo salto di qualità che li possa portare alla meritata notorietà che il disco precedente non era riuscito a raggiungere. Tale decisione trova riscontro anche nella scelta dell’immagine di copertina che punta anch’essa sulla figura della Girardot.

 


In questo lavoro, sicuramente, le doti vocali di Ella spiccano il volo verso vette decisamente elevate e così sin dalla iniziale Real life che affronta la crescita e lo scontro con le difficoltà della vita verso cui si affacciano i giovani ragazzi britannici. Ritroviamo la mano esperta del produttore Matt Wiggings (già al lavoro con Florence & The Machine e Bloc Party) nelle orchestrazioni di Healing, nel basso e nelle ritmiche house di Who returned, sino al coro gospel di Every cell. Appare evidente il passaggio a sonorità più beamaestose e più apertamente disposte a commistioni di genere rispetto a quelle più ovattate ed intimiste del lavoro precedente, passando da testi angosciati a liriche più incentrate sulle incertezze giovanili. 

Un disco più dinamico come si può ascoltare in Since we were kids o in All I ask  e decisamente ambizioso nella sua ridefinizione del suono, ma anche nella sua coerenza dato che pur avendo ogni traccia una sua caratteristica specifica il percorso che ci si ritrova a percorrere risulta omogeneo. Arthur Beatrice realizzano così senza dubbio l’album della vostra estate ed uno dei dischi dell’anno e in maniera quasi ironica, la Girardot ci dà la miglior chiave di lettura quando canta in Who returned  "tutto quello che ho è questa emozione". Questo è certamente vero, ed è un privilegio poterla condividere con questi ragazzi.

Voto: 8/10
Ubaldo Tarantino

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