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16 febbraio 2012 , ,

El Jesus De Màgico

JUST DESERTS

2012 - Columbus Discount
[Uscita: 01/01/2012]

“Just Deserts” spalanca le finestre della vostra stanza, ma il ricambio non è necessariamente più salutare dell’aria viziata e stantia che regnava prima. Così come nel mentre, non potete fare a meno di escludere dalla visuale quella costruzione che da circa un anno deturpa il panorama. All’apparenza sembrerebbe trattarsi di una fabbrica, ma non si sa di preciso cosa succede lì dentro. Nessuno ha mai capito cosa avvenga veramente lì dentro. Si dice facciano strani esperimenti, tutte supposizioni, d’accordo. Di fatto però, e lo sapete bene, è da un anno che non riuscite più a dormire come vorreste, e anche la ricezione del vostro televisore continua ad essere stranamente disturbata come non accadeva prima. E poi quell’odore nell’aria, specie al mattino presto, e non siete gli unici ad essersene accorti.

 

“Just Deserts” non passa inosservato, a cominciare da una singolare veste grafica dall’effetto ‘optical’ che raffigura delle onde triangolari comprese tra due colorazioni nette, bianca e blu. Nessuna sfumatura, nessuna tonalità intermedia. Il suo contenuto è pregno di un umore tetro, contaminato da reminescenze post-rock, anche se in quanto a sonorità il gruppo tralascia ricercatezze e perfezionismi a favore di un’approssimazione decisamente più ‘noise’. Come un marmo pregiato trattato con acqua bollente e soda caustica. Sette tracce che si susseguono senza interruzione a fondersi in due porzioni di venti minuti per lato. Good UFO, bad UFO experience risveglia per quasi dieci minuti le paranoie degli (in)dimenticati U.S. Maple, a cui fa da epilogo Whole world is gone con il suo minimalismo circoncentrico. La voce emerge a stento e sporadicamente, inviluppata nei grovigli lancinanti degli oltre undici minuti di Just Deserts. Bone Knife, forse la traccia che più si può riconoscere in una struttura canzone convenzionale, è pur sempre troppo perversa per poterla considerare la ‘hit’ dell’album. Nell’insieme un lavoro che ha tutti i presupposti per potersi imporre come il proprio incubo preferito. Pubblicato in vinile all’inizio di quest’anno in edizione limitata a 500 copie (di cui 100 in purple vinyl) dalla Columbus Discount, piccola etichetta amatoriale volta a documentare la scena locale nella capitale dell’Ohio (in catalogo anche live del 2010 dei Cheater Slicks) da cui anche il gruppo proviene. Potete anche sbarrare le finestre, ma non fermerete El Jesus. 

 

Federico Porta
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