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25 febbraio 2016 ,

Shearwater

JET PLANE AND OXBOW

2016 - Sub Pop Records
[Uscita: 22/01/2016]

Stati Uniti    #consigliatodadistorsioni    

 

shearwatercoverFai partire “Jet Plane and Oxbow”, il nono album dei Shearwater, band capitanata dal polistrumentista Jonathan Meiburg, per venire catapultati in un clima degno degli anni ottanta e ti chiedi dove siano finite le atmosfere folk e intimiste che hanno da sempre connotato il sound dei texani. Il disco scorre e diventa chiaro, traccia dopo traccia, come Meiburg (nella foto qui sotto a sinistra) abbia questa volta voluto alzare l'asticella e puntare su una grandeur che è la vera cifra dell'album, forte di una scrittura che non teme particolari cali di tensione e di una produzione che vanta l'apporto di Brian Reitzell, uno che ha lavorato con My Bloody Valentine e che vanta esperienze come supervisore di colonne sonore (si veda la nomination ai BAFTA per "Lost in Traslation" di Sofia Coppola).

Sono proprio queste coordinate che definiscono la natura variopinta ed inquieta di un lavoro che nel suo complesso colpisce per la grande varietà dello spettro sonoro, oltreché per le innumerevoli anime che si celano negli undici pezzi, alcuni dei quali lasciano un segno indelebile di rara bellezza già dopo il primo ascolto.

 

La prima parte della tracklist è una immersione nell'electro pop di stampo eighties già con l'iniziale Prime le cui tastiere disegnano la linea di uno spleen tipicamente new romantic, oppure con la successiva Quite Americans in cui vengono in mente i Talk Talk. Con  Long Time Away si mette a punto uno dei crescendo melodicamente più efficaci del disco che nasconde più di un debito con gli Arcade Fire di "Funeral". Filaments inizia con dei battiti che shearricordano fittiziamente il lo-fi della Beta Band per aprirsi alla magniloquenza di uno splendido ritornello.

La parte centrale è caratterizzata da Pale Kings, una sorta di Where The Streets Have No Name degli U2 con venature alla Arcade Fire, e da Only Child, forse il brano più bello di tutta la scaletta.

Da segnalare Glass Bones, con un riff che ha echi di I Might Be Wrong dei Radiohead, Wildlife in America che sfodera un romanticismo springsteeniano e Radio Silence con il suo incedere motorik che lascia in bocca un deciso retrogusto REM. Jet Plane and Oxbowè un disco raffinato e maturo, dotato di una grande forza suggestiva che segna una svolta importante per gli Shearwater. Di sicuro, tra le migliori uscite di quest'anno.

 

Voto: 7.5/10
Giuseppe Rapisarda

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