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19 aprile 2015 ,

Waxahatchee

IVY TRIPP

2015 - Merge-Wichita
[Uscita: 07/04/2015]

USA

 

Ivy Tripp coverWaxahatchee è il nome di un affluente del Coosa river, fiume dell'Alabama, ma è pure il bizzarro ed impronunciabile moniker dietro il quale si nasconde Katie Crutchfield ed il suo progetto musicale.Nativa di Philadelphia, è in azione dal 2010, i soliti demo su cassette ed un sorprendente disco di debutto, "American weekend" (2012) registrato nella casa dei genitori, in Birmingham, Alabama appunto. Un disco che ricevette buoni consensi, soprattutto a livello locale e che incoraggiò la ragazza a riprovarci con "Cerulean salt" registrato l'anno seguente. Un bel salto di qualità, un songwriting maturo e molte canzoni da ricordare, ma poco riscontro al di là della patria natia. Il nuovo "Ivy Tripp" potrebbe essere l'album ideale per farla conoscere anche da noi in Europa, se non fosse che la concorrenza in ambito femminile non manca di certo. Ci crede talmente tanto la stessa artista che nel tour che accompagna il disco ha previsto delle date anche nel vecchio continente, Italia esclusa al solito. Racconta Katie "la mia vita è cambiata molto negli ultimi due anni e quindi volevo che le canzoni contenute qui dentro riflettessero i miei sentimenti del momento, trasmettessero emozioni". Se il titolo del disco non ha un significato preciso, c'è invece sul fronte copertina quel viso sperduto di una ragazza che sembra smarrita dentro ad un bosco. Ed invece Waxahatchee è tutto fuorché un tipo che non ha le idee chiare e questo terzo lavoro è qui  a dimostrarlo. E sarebbe un errore catalogarla fra le nuove PJ Harvey, artista che Katie probabilmente ama ma della quale non sembra possedere l'aurea di singer maledetta e perversa.

 

waxahatchee-9Come gli altri due dischi, anche questo è in pratica una registrazione effettuata nel basament della Crutchfield, con un suono che sembra lo-fi ma poi non più di troppo. Katie canta, bene,  e suona un sacco di strumenti, ha una voce davvero bella, accattivante, e possiede il dono raro di scrivere semplici canzoni che lasciano il segno. Ivy Tripp  è un disco molto vario, non stanca all'ascolto, con brani in perfetta alternanza fra scarne rock songs ad altre più lente e malinconiche, al limite dello slow-core più scarno. Breathless, subito in apertura, è una bel modo di iniziare il cammino, una canzone quasi gioiosa, almeno per quelli che sono gli standard del disco. Le robuste e brevi Under a rock, Poison e The dirt  potrebbero essere i pezzi giusti per lanciare il disco, grintosi a sufficienza e con melodie irresistibili che restano in testa dopo pochi ascolti. C'è spazio anche per brani dall'anima più naif che lo-fi, Waxahatchee-2canzoni minimali come Stale by noon, l'intensa Half moon e la bella melodia di Summer of love, sorta di folk song dai toni soft-psichedelici con tanto di cane ululante a chiudere. Fra le cose migliori non si possono dimenticare la drammatica Air e la chiusura di Bonfire, ballad elettrica di cinque minuti, quasi velvetiana, ottima chiusura di un disco decisamente riuscito. Waxahatchee insomma, da semplice affluente può diventare un fiume in piena. Katie Crutchfield si conferma una ragazza con grandi potenzialità, l'apparente disomogeneità dei suoi dischi non è necessariamente un difetto, e le doti per arrivare al disco perfetto che la metta sul piedistallo con le migliori le ha sicuramente. Che il viaggio prosegua.

 

Voto: 7/10
Ricardo Martillos

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