Migliora leggibilitàStampa
21 febbraio 2013 ,

The Bronx

IV

2013 - ATO
[Uscita: 15/01/2013]

The Bronx IV ATO Arrivati al quarto album in studio, i Bronx sembrano aver deciso di cambiare, anche se di poco, i connotati del proprio sound. Il disco è intitolato semplicemente “IV”, così come i precedenti s'intitolavano altrettanto semplicemente “I”, “II” e “III” (quest'ultimo, il predecessore di “IV”, uscito nell'ormai lontano 2008 e con in mezzo la parentesi Mariachi El Bronx). A livello musicale ci troviamo più o meno sulle stesse coordinate di cinque anni fa: che sono quelle di un post-hardcore venato hard impetuoso, rabbioso e violento che non intende fare prigionieri per nessun motivo al mondo. Sembra proprio che il diavolo interiore non abbia intenzione di lasciare in  pace le anime dei quattro hardcorers californiani, che tentano di esorcizzare il male interiore con il loro rock'n'roll saturo di ottani e le urla liberatrici tutt'attorno. Qualcosa però, è cambiato: la musica dei Bronx ha, infatti, rallentato il passo (solo a volte, per la verità), la voce è venuta fuori più limpida e meno brutalmente incazzata rispetto a qualche anno fa e la produzione ha donato al disco un'aurea più... hard rock (a discapito dell'anima punk). Con uno sfoggio di melodie che a volte pare pure esagerato (ah, la voglia di passare in radio!). Riffoni macho da hard rock anni '90, qualche pezzo anthemico piazzato qua e là a ricordare gli esordi, assoli ruffiani a guarnire, una sezione ritmica che gioca con i tempi, lanciandosi in sparate hardcore, rallentando per sostenere i mid-tempo una volta assenti o ritorcendosi su tempi chiaramente post-hc (Fugazi? Drive Like Jehu? Fate vobis).

 

Potrei anche dire che è tutto a posto, che se li avete amati allora non potete non farlo ora, che poca differenza ci passa da questo qua ai dischi che ci li hanno fatti innamorare. Invece c'è un qualcosa che mi impedisce di amare questo disco fino in fondo: e deve essere quella vena melodica di cui parlavo poc'anzi. Che senza dubbio mi stona un po' nell'economia di un sound altrimenti possente e rumoroso come nessuno oggi. Youth Wasted, ad esempio, avrebbe potuto essere un buon pezzo se non avesse avuto quella melodia ruffiana che riporta alla mente certe inutili band di hardcore melodico di metà anni '90. E lo stesso vale per Along For The Ride e per gli stanchi mid-tempo Pilot Light e Life Less Ordinary. La cosa funziona molto The Bronx IV ATO meglio quando decidono di rimettersi a maneggiare le mazze chiodate e di sparare proiettili di ruvido hardcore riscaldati da un bel riffaggio hard rock. Come nella tiratissima opener The Unholy Hand, nelle altrettanto furiose Under The Rabbit e Ribcage (la più punk-hardcore del lotto), nel post-hardcore anni '90 di Torches, o nell'hard rock che sa essere feroce e melodico di Style Over Everything e Too Many Devils. Un album riuscito a metà, quest'ultima fatica dei Bronx, che si incarta nel tentativo di espandere i confini quando a volte basterebbe un niente per dilatarli e suonare dignitosi.

Voto: 6.5/10
Leonardo "Kaosleo" Annulli

Audio

Inizio pagina