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15 agosto 2015

Israel Varela trio

INVOCATIONS

2015 - Alfamusic-Egea
[Uscita: 20/07/2015]

Messico-Brasile-Italia  

 

israel indexIsrael Varela è un talentuoso batterista e compositore messicano. È nato a Tijuana nel 1979, ed ha suonato con Pat Metheny, Charlie Haden, Bireli Lagrene e Pino Daniele tra gli altri. Attualmente vive tra Italia e Spagna. Chi scrive l’ha scoperto un paio di anni fa al Perfest di Laigueglia (SV), con un ottimo concerto, purtroppo piuttosto breve, ai confini tra jazz e progressive rock. Questo disco, il quarto come leader, è suonato con un trio internazionale, il bassista è brasiliano, Alfredo Paixao, il pianista è italiano, Angelo Trabucco. I tre musicisti sono tecnicamente fenomenali, ma non pensate a un disco di quella fusion dove i performers si producono in gare di velocità fini a se stesse. Sono solisti di gusto sopraffino: Paixao spinge il basso ai confini delle possibilità sonore, quasi fosse una chitarra, già nell’iniziale Invocations mostra la propria capacità con un solo agile e corposo. Trabucco, pescarese classe 1976, è un pianista davvero interessante, con uno stile moderno che a tratti ci ricorda Chick Corea.

 

Quanto a Varela, è un batterista perfetto per la formula del trio: il suo non si può definire un semplice accompagnamento, eppure non è mai sopra le righe. Ha studiato i ritmi sudamericani, quelli arabi e il flamenco, e questo fa sì che il suo drumming sia poliritmico, continuamente in evoluzione, senza mai ripetere le figure che crea con le bacchette. Nei 286191_179850338754795_2248844_odue brani finali è ospite la grande pianista Rita Marcotulli, che è anche autrice di Everything is not, mentre la conclusiva Cuando è una cover di Pino Daniele in spagnolo. Ci sarebbero tutti gli ingredienti giusti, eppure il disco non ci convince appieno. Il lato negativo è che Varela si produce anche come cantante. Ha una voce molto sottile, dalle capacità espressive limitate. Inoltre spesso canta in vocalese, solo nelle parti iniziali dei brani c’è un testo vero e proprio, in inglese, su tematiche spirituali di crescita e guarigione, ispirate a Varela dalla malattia della madre. Questo ricorso al cantato alleggerisce la musica del trio banalizzandola; il valore del disco è quindi alterno: mentre le parti strumentali sono notevoli, le parti cantate abbassano il tiro. Nell’insieme il disco si ascolta più che piacevolmente, ma avremmo preferito un lavoro solo strumentale. 

Voto: 6.5/10
Alfredo Sgarlato

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