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21 novembre 2018 ,

The Residents

INTRUDERS

2018 - Cryptic Corporation
[Uscita: 19/10/2018]

Stati Uniti  #consigliatodadistorsioni     

 

RESIDENTS-IntrudersImpossibile star dietro alla multiforme e sterminata discografia dei Residents, leggendaria band fantasma che sin dallo spirare degli anni Sessanta, in un’area individuabile tra la California e la Louisiana, ha sfornato un centinaio di dischi. Band sfuggente e difficilmente classificabile entro schemi canonici o categorie musicali convenzionali; i Nostri, tuttavia, continuano a rappresentare quanto di meglio la scena latamente avanguardistica americana sia in grado di produrre. Uno squarcio, relativamente all’identità dei membri del progetto dei “Bulbi Oculari”, si è aperto in occasione della recente dipartita di un loro ‘presunto’ affiliato, coautore dei testi e ingegnere del suono, Hardy Fox (foto sotto a destra), dai più avvertiti adepti del collettivo in parola additato come uno dei fondatori originari. In ogni caso, i dischi sono più eloquenti di ogni notizia biografica o leggenda metropolitana concernente i Residents.

hardyCi eravamo lasciati, nel 2017, con la pubblicazione di “The Ghost Of Hope”, un’opera a tema, tra lo scanzonato e il tragico, avente a oggetto un disastro ferroviario occorso in America agli albori dei viaggi su strada ferrata. Non sono nuovi , i nostri amici, a questa commistione, spiazzante invero, tra elementi tragici ed episodi di mero divertimento comico tradotti in sonorità proteiformi e non schematizzabili.

 

Con questo nuovo album, “Intruders, licenziato via Cryptic Corporation, i suoni divengono spettrali, atmosfere á la Edgar Allan Poe tuffate in arie teatrali figlie di un Brecht, ideali personaggi delineati quali figure di racconti dell’orrore che mostrano la lingua 58-ogall’ascoltatore allibito e sprofondato in poltrone simili a baratri indicibili. Così, brani come Bobby’s Burning Blues, il cui impianto pop è venato da linee dipinte in vermiglio, con la voce femminile e il tratto lamentoso del violino a disegnare l’incubo diveniente, o Voodoo Doll, con una voce campeggiante sopra un sipario nero come la notte rinviante a immagini poco rassicuranti di idoli di stoffa trafitti da spilloni fatali, rendono subito il senso del tenore complessivo del disco. In fondo, chi sarebbero gli intrusi evocati nel titolo dell’album, se non i fantasmi che ciascuno si porta dentro, celati negli anfratti dello spirito, nei foschi recessi della mente soggiogata da paura e superstizione?

 

 

Così come lo spaventapasseri che può materializzarsi in una buia strada notturna della remota provincia americana o nel chiuso di una stanza affondata nelle tenebre, Scarecrow, per l’appunto, al ritmo di musiche aliene, miscellanea di organetti meccanici e campionatori martellanti. L’avanguardia che da sempre contrassegna le opere dei resiResidents rileva senza meno in Frank’s Lament, prima di cedere il passo al folk demoniaco di Missing Me, con la voce recitante che suscita scenari da messa nera. Altri frammenti degni di menzione ci paiono The Other, dal cupo incedere sonoro; Endless And Deep, con un canto come proveniente da abissi innominabili; Shadows, spettrale epilogo in forma di racconto techno-dark che suggella un album di eccellente fattura. Lunga vi(s)ta ai Bulbi Oculari.  

 

Voto: 7,5/10
Rocco Sapuppo

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