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30 Maggio 2013 , ,

Shugo Tokumaru IN FOCUS?

2013 - Polyvinyl Records
[Uscita: 22/01/2013]

shugo# CONSIGLIATO DA DISTORSIONI

 

Quinto album per il polistrumentista nipponico. Sfidiamo chiunque a vantare di aver mai impattato sui titoli precedenti, fatto salvo “Port Entropy” (2010 -  Souterrain Transmission) che, per motivi distributivi e di visibilità recensoria, un qualche riscontro ha avuto dalle nostre parti. Il fatto è che il ragazzo, Tokumaru, nella propria lingua madre confeziona una raccolta incredibilmente esotica (solo ora disponibile) di canzoni sospinte da estrosità strumentali affatto convenzionali. Quando si è convinti di aver inquadrato un mood, in realtà, subito dopo, ci si accorge di non aver messo a fuoco nulla, poiché lo sport preferito di Shugo è quello di spiazzare e rendere l’ascolto un’esperienza cangiante molto prossima al caleidoscopio. In sintesi: l’approccio vocale è quello squisitamente pop, il taglio è essenzialmente acustico ma con poliritmie che conducono i brani ad evoluzioni imprevedibili con sorprese tra l’etno (in primis sudamericano/caraibico) ed il prog appena accennato.

 

Un’ ammirevole padronanza degli strumenti (molteplici ed inusuali) ed una stralunata creatività, portano il fruitore in territori auditivi che allettano per varietà e ricercatezza. Nel dettaglio, Circle e Katachitracce introduttive, forniscono da subito il tratto di una musicalità fatta di melodie pastello, rutilante estro ritmico (tra pifferi e rumorini assortiti) e  promesse di chissà che altro. Come le marimbas di Gamma,  che colgono il mondo ludico e immaginario, dal fantastico della cameretta di un bimbo orientale, con l’apertura diDecorate, ed il senso  della successiva Call, splendido esempio di quasi tarantella a misura di pagoda. Subito dopo il meccanismo stonato di Mubyo ecco  lo spirito brasilero che in Poker  trova sviluppi tanto trascinanti, quanto convincenti risultano gli arpeggi ariosi della successiva Ord Gate; o come Pah – Paka,  minimo comune multiplo del sottile gusto vintage che sottende all’intera produzione.

 

Shugo_Tokumaru_In_FocusTightrope,  sospirosa ballata acustica (la cui lingua giapponese, tutta vocali finali, qui in particolare strania per la singolare assonanza fonetica col nostro idioma) precede Helectite (LeSeMoDe) e Shirase, confetture pop dall’alto tasso dinamico. Miero Guitar Music, pregevole strumentale di raccordo, introduce al country-eggiante Down Down, riuscita espressione di una padronanza musicale che il nostro Tokumaru sciorina con soluzioni esecutive mai scontate. A chiudere Balloon, estroso crescendo progressivo, che si conclude in un delicato e vagamente malinconico binomio acustica/hammond. In definitiva, fate conto di entrare nel solito negozio di dischi, e richiedere al solito commesso (vostro amico), tra l’annoiato e  il blasè, un qualcosa di nuovo rispetto alle consuete “solfe alternative” di cui avete gli scaffali pieni. Insomma, una segnalazione per un che di fresco e sorprendente. Fate conto che il vostro amico del negozio, suggerendovi In Focus?, faccia centro pieno. Ecco, fateci proprio conto.

 

Voto: 7.5/10
Marco Prina

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