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23 marzo 2019

Ralph Alessi

IMAGINARY FRIENDS

2019 - ECM Records
[Uscita: 01/02/2019]

Stati Uniti  #consigliatodadistorsioni  

  

alessi_resizedIl trombettista statunitense Ralph Alessi è uno dei quei talenti che, pur mantenendo un basso profilo, riesce a coinvolgere ed a influenzare artisti di maggior visibilità. Oltre a ciò va considerata la sua innata propensione a una scrittura fluida ed efficace che unisce umori pacati e timbri diafani, in linea con le sonorità dell’etichetta di Monaco, ma che guarda con piacere alla commistione con la corrente avant-garde. Lo accompagnano, in questo terzo progetto in casa Ecm Records, come sempre, il fidato Drew Gress, uno dei  contrabbassisti più richiesti di sempre, il pianista Andy Milne, il batterista Mark Ferber e per finire uno dei più convincenti sassofonisti dell’ultima generazione: Ravi Coltrane. Nove tracce tutte a firma dell’artista di San Francisco che si muovono tra tradizione ed innovazione. La sorpresa più gradita di questo "Imaginary Friends" è il meraviglioso sodalizio con Coltrane che permette la riscoperta di una maggiore libertà e sfrenatezza timbrica e sonora da parte del trombettista. Melee è un intrigante salto ad ostacoli in cui i due fiati si rincorrono, si provocano, si allontanano per poi sfiorarsi. Coltrane sfoggia una perizia folgorante nell’uso del sassofono sopranino: acuti, growl e voglia di portare al limite lo strumento.

 

alessi1Oxide e Pittance mettono in risalto il piano preparato di Milne, cosi attento a contrapporsi alla melodia dei fiati, con un fraseggio distratto, incespicante, volutamente anti-melodico. Fun Room si muove invece per “impulsi” feroci che si sovrastano: un perfetta sintonia asincrona con la batteria che accelera il passo e trascina gli altri componenti. Oxide costruisce un bellissimo esempio di melodia e di concertazione tra i due fiati. Il tempo sincopato di Improper Authorities, con l’ostinato di batteria e piano in sottofondo, permette ad Alessi e Coltrane di svicolare e liberare l’improvvisazione. Anche qui Milne interviene con un assolo fantasmagoricamente sdrucciolevole. Imaginary Friends permette a Gress di manifestare la perizia con l’archetto: un brano che si fonda per accumulazione, con ordine i vari strumenti intervengono saturando lo spazio musicale. Un progetto che unisce intelligenza e sommessa modestia che lo rende, ancora una volta, irresistibile all’ascolto. 

 

Voto: 8/10
Nicola Barin

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