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5 maggio 2012 , ,

Bersarin Quartett

II

2012 - Denovali
[Uscita: 20/04/2012]

Bersarin Quartett# Consigliato da DISTORSIONI

Dietro il progetto Bersarin Quartett c’è una costruzione intellettuale decisamente intrigante. Va intanto detto che il moniker “Bersarin Quartett”, scritto nei caratteri di un ipotetico cirillico, non fa riferimento ad un quartetto reale, ma al progetto solista di Thomas Bücker, musicista tedesco di Munster. Sembra che Thomas ami davvero costruire mondi verisimili e a giocare intorno alle finzioni e alle dissimulazioni. L’album “II” realizzato a distanza di quattro anni dal precedente ottimo Bersarin Quartett”, si presenta come una imponente colonna sonora di un film mai realizzato. Linguaggi immaginari, eteronimi, luoghi possibili, biografie inverosimili, codici da decifrare, Thomas Bücker deve certamente possedere una predilezione per le costruzioni borgesiane. Anche il riferimento alla figura del controverso generale sovietico Nikolai Bersarin, primo Soviet Stadtkomandant della Berlino occupata, mostra una propensione per le verità incerte e per le situazioni complesse in cui è difficile, se non impossibile, distinguere il bene dal male o l’utopia dal fallimento.

 

A differenza dei precedenti progetti di Thomas Bücker, ad esempio quello del moniker Jean-Michel, i lavori firmati da Bersarin Quartett si incentrano soprattutto sulle raffigurazioni di atmosfere e paesaggi cinematografici, caratterizzati da una forte vocazione orchestrale e da una ricerca neo-classica, attraversata sporadicamente da movimenti dubstep o jazz. Le influenze dei Bersanin Quartett vanno ricercate nella musica da cinema di Asche & Spencer, Hans Zimmer,  Rachel Portman, Max Richter e nella poesia elettronica di Murcof e Marsen Jules. La splendida copertina dell’album rende bene il senso del lavoro: l’esistenza è una costruzione complessa, frammentaria, labile, dispersa, un mondo in continua e mutevole variazione di stato.

 

L’album “II” prende avvio da Niemals zurück, brano molto bello che evoca nostalgie e ricordi lontani mentre Zum Greifen nah è la rappresentazione quasi visiva della sorpresa e dello stupore di fronte a qualcosa che si mostra inaspettatamente d’innanzi. Thomas Bücker ama stupirci con paesaggi maestosi e “primi piani” dettagliatissimi come quelli che ci conducono alla sublime Im Lichte des Anderen, traccia di straordinaria bellezza per la forza fluttuante e per le figure in costante sospensione. L’album prosegue con le sonorità più frammentate e spigolose di Der Mond, der Schnee und Du, mentre Perlen, Honig oder Untergang è caratterizzata da una infelicità quasi rassegnata. I temi legati alla solitudine interiore sono ben rappresentati in Einsame wandeln still im Sternensaal e nella glaciale e cosmica Im Glanze des Kometen.

 

Nella seconda parte dell’album si assiste ad una leggera perdita di tensione nella narrazione, controbilanciata tuttavia da innesti sperimentali decisamente interessanti: dal dubstep di Alles ist ein Wunder e Hier und jetzt, al minimalismo glaciale di Rot und Schwarz, alle forme neo-classiche di Keine Angst o a quelle jazzy in Jedem Zauber wohnt ein Ende inne. Il finale Nichts Ist Wie Vorher chiude l’album in un modo davvero splendido.Va anche dato merito alla solita sorprendente Denovali di aver fatto centro ancora una volta. Thomas Bücker ha costruito un mondo immaginario dalla forza estetica davvero impressionante, un lavoro che si propone da subito come uno dei migliori album del 2012. Un album assolutamente consigliato.

Felice Marotta

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