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25 febbraio 2016 , ,

Wooden Indian Burial Ground

HOW’S YOUR FAVORITE DREAMER?

2016 - Exag Records
[Uscita: 17/01/2016]

Stati Uniti     #consigliatodadistorsioni     

 

WIBG_COVERDa Portland, Oregon arriva il secondo album dei Wooden Indian Burial Ground, semisconosciuta band garage-rock, come ne nascono tante sia negli States che in Europa sulla scia di un trend imperante. I WIBG, nonostante una rosa di pubblicazioni piuttosto scarna per un gruppo garage americano, (il solo esordio auto titolato risale al 2012), non sono però una band qualunque. Il loro garage-rock è ottuso da rasentare la demenza ed è allo stesso tempo intelligente, trasversale, mai noioso o fine a se stesso.

Hanno avuto la possibilità di aprire i concerti di FUZZ e Pierced Arrows e sono impegnati in questo momento in un tour con delle leggende indie come i Built To Spill. I quattro di Portland, capitanati dal frontman Justin Fowler, mettono in scena per questo secondo "How’s Your Favorite Dream" un numero di pezzi ragguardevole (14) che spazia da acide cavalcate surf, digressioni psichedeliche, mantra blues a sferraglianti tirate noise, scorribande punk, piccoli episodi elettronici. Un suono enciclopedico, che contiene e assorbe di tutto anche se non sempre riesce ad amalgamarlo in maniera corretta. Si prenda ad esempio l’iniziale tirata acid-punk di Styrofoam Factory, divisa in tre movimenti: risulta troppo prolissa nonostante il piglio rave-up à-la Thee Oh Sees di “Carrion Crawler”.

 

wooden banner-475x201Il sound da garage-dementia (chitarre abrasive/cantato ieratico stile Jello Biafra) si fonde con le tastiere pop nella successiva Sad Mutations che sfocia nell’enigmatica minisuite The Pretty Good OK Days, elettronica e chitarrina malinconica da spiaggia. Di qui in poi solo Spazz Pony e Zanesville Massacre mantengono alto il nome di un ossessivo garage-surf (la seconda è il miglior pezzo dell’album, semplice garage-punk puntellato di assoli). 

WIBGLa maggior parte dei pezzi sono invece intermezzi elettronici ora kitsch (The Discoverer) ora sci-fi (Black Eye Tie Dye, Moist Dynasty); la title-track, il singolo Burnout Beach e Dope Mann si cimentano con riff ossessivi e rallentati nel tentativo di fondere la musica surf con la psichedelia più sanguigna.

I risultati sono però un po’ altalenanti e discutibili. Si risale con il girotondo punk di Grizzy Peacock, mentre la ballata dadaista wooden1 Why Am I Who Are You fa da introduzione all’elettronica confusa della finale Sam’s Dream. In queste due ultime tracce i WIBG si trasformano in una brutta copia dei Chap. Nel complesso How’s Your Favorite Dream è un buon disco, troppo denso per colpire immediatamente nel segno. Le canzoni notevoli ci sono, ma si fa fatica a coglierle in un lavoro rallentato così tanto da intermezzi inutili. Un’operazione di limatura servirebbe tanto ad un gruppo che ha tutte le carte in regola per diventare la “next big thing” del garage-rock statunitense. 

Voto: 7/10
Ruben Gavilli

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