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8 febbraio 2012 , ,

The Lemonheads

HOTEL SESSIONS

2012 - Hall of Records/Breath of Saltwater
[Uscita: 7/02/2012]

A volte, di certe uscite discografiche si fa fatica a cogliere il senso. Di solito, per le band in attività, le raccolte di materiale retrospettivo, alternate tracks, rarità, b-sides, hanno un evidente scopo commerciale o comunque servono a tenere costante l'attenzione dei fans su un gruppo che al momento non ha nuovo materiale da pubblicare. Si potrebbe quindi pensare che le “Hotel Sessions” che i Lemonheads ci propongono nel 2012 abbiano una di queste funzioni ma, dopo aver ascoltato il disco, è difficile credere che vi possa essere un così alto riscontro commerciale né che un'uscita di questo genere possa giovare più di tanto alla band di Boston, che da sempre ruota attorno alla figura carismatica di Evan Dando, creatore del gruppo e unico membro rimasto sempre presente fin dall'anno di fondazione, il 1986. Forse l'unica cosa a cui giova è l'ego di Dando, a cui regala la soddisfazione di aver pubblicato un disco costato 53 dollari (50 per il walkman e 3 per la cassetta), come lui stesso dichiara. Le Hotel Sessions sono infatti registrazioni acustiche che il cantante e chitarrista dei Lemonheads ha fatto su musicassetta un sabato sera, in una stanza di hotel a Bondi Beach, in Australia, in un non meglio precisato momento a cavallo tra la fine del 1992 e l'inizio del 1993. Prove di cantato con accompagnamento di chitarra acustica, pezzi abbozzati con voce a tratti stentata e corredo di commenti improvvisati, il tutto con la qualità di una musicassetta anni '80 trasportata su un supporto digitale.

 

Si può immaginare come il risultato possa essere davvero poco esaltante. Inoltre, gran parte dei pezzi sono editi, in quanto sono poi entrati a far parte dell'album “Come On Feel The Lemonheads”, il disco che nel 1993 ha segnato la trasformazione del suono della band, che dall'iniziale irruenza punk è passata in quegli anni a più morbide soluzioni pop, anche se corredate qua e là da sferzate di chitarre un po' più spigolose. Così come nel bell'album “The Lemonheads”, l'ultimo lavoro in studio con materiale originale uscito nel 2006, a inaugurare discograficamente la seconda fase, cominciata nel 2005, anno in cui Dando decide di riformare il gruppo dopo circa dieci anni di interruzione. Anche la presenza nelle “Hotel Sessions” di un paio di inediti come And So The Story Goes e Superhero non riesce ad essere un motivo sufficiente per proporre un album di questo genere. Se davvero si intendeva fare cosa gradita ai fans, sarebbe stato magari più opportuno offrire i brani acustici in dowload gratuito dal sito della band o al limite proporli in accompagnamento a un nuovo album o a una ristampa di “Come On Feel”. Ma farne una nuova, autonoma uscita discografica è quantomeno azzardato.

Rossana Morriello
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