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8 aprile 2016 , ,

One Unique Signal

HOOPSNAKE

2016 - Fuzz Club Records
[Uscita: 08/04/2016]

Inghilterra  #consigliatodadistorsioni   

 

uuoTerzo LP per Fuzz Club Records questo Hoopsnake e quarto lavoro in ben 11 anni per One Unique Signal, formazione di West London (che oggi si riduce al trio composto da Dan Davis, Byron Jackson e Nick Keech) che approda ad una dimensione basica  del rock sperimentale: sviscerare un unico riff per più di quaranta minuti. Esso viene declinato in ogni maniera possibile: dai riff duri di chitarra alle morbide esplorazioni dei synth. Alla lavorazione delle quattro tracce hanno collaborato le menti più affini della musica underground britannica: in tutto 25 collaboratori esterni.  La musica di One Unique Signal è alla ricerca perenne di un centro di gravità, un’unità dronica verticale che annulli l’ascolto convenzionale.

I primi 12 minuti vertiginosi di HS01 sono contrassegnati da vortici di chitarra in discesa, parabole ascensionali di voci che si sovrastano l’un l’altra per terminare in una navicella kraut che porta dritta nelle zone morte dello spazio remoto di HS02, che tende all’infinito in una sorta di sinfonia post-industrial per poi spegnersi in modulazioni e oscillazioni ipnotiche e frigide.

 

Le onde magmatiche arrivano alla deriva di HS03, la più lunga e la migliore delle 4 operazioni. Qui One Unique Signal disegnano paesaggi sonori terrificanti e oscuri: OLYMPUS DIGITAL CAMERAi cinguettii degli uccelli sono campionati in un mare contaminato di droni e rifiuti tasti eristici, confluenti in un ambient depravato e ostile che esplode in un’orgia nera di noise e cacofonia. Di sottofondo, un canto monocorde si leva flebilmente. La dimensione post-industrial ritorna in HS04 dove riaffiora la chitarra e il riff è ripreso da synth acquatici. Lla suite sembra risalire dagli abissi cosmici in cui era sprofondata all’inizio della prima traccia.

1930243_18940009018_3475_nHoopsnake” è un’escursione oscura nei territori inesplorati del rock sperimentale britannico: la loro opera si può accostare a quella di altre realtà operanti in Inghilterra come 10 000 Russos (portoghesi) o i monumentali GNOD di Manchester. L’atmosfera è quella della discesa verso un pozzo nero di non-sense sonori, brutalità psichedeliche, elettroniche frammentate. Una delle migliori uscite Fuzz Club di sempre. 

Voto: 8/10
Ruben Gavilli

Audio

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