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11 luglio 2015

Dave Douglas

HIGH RISK

- Greenleaf Music
[Uscita: 23/06/2015]

Stati Uniti  #consigliatodadistorsioni         

 

 

dave douglas a3390166180_16Dave Douglas da un paio di decenni si è imposto come figura di solista e leader tra  più originali nel mondo del nuovo jazz, dagli inizi accanto a John Zorn, soprattutto nel progetto Masada, e a Don Byron, fondando poi i gruppi più svariati, da quelli in cui era accompagnato da soli archi, tra cui Mark Dresser ed Erik Friedlander, formazione molto singolare per la musica afroamericana, a quello di soli ottoni, omaggio a Lester Bowie, di cui chi scrive ricorda un’ottima ma troppo breve esibizione in quel di Cuneo. Stavolta abbiamo un gruppo elettrico, con Jonathan Maron al basso, Mark Guiliana alla batteria, e il DJ Shigeto alle manipolazioni elettroniche. Come lascia intuire la formazione appena elencata si tratta di un lavoro molto sofisticato sul piano del suono, con la tromba del leader che plana su sfondi atmosferici. I ritmi sono spesso elaborati, frammentati, in Molten sunset per esempio le figure ritmiche possono ricordare la jungle, altrove, come in Etiquette, sono più ostinate, vicine al rock. Dave Douglas è l’unico strumentista solista, però i due ritmi, tecnicamente eccezionali, col loro serrato interplay, non sono semplici comprimari ma sono elementi fondamentali nella costruzione delle sette tracce del disco.

 

dd_head1I brani non hanno un vero e proprio tema cantabile sul quale il trombettista improvvisa, ma non pensate a musica estrema o free: è un disco godibile, non destinato al pubblico di nicchia. Le composizioni sono piuttosto lunghe ed elaborate, i suoni elettronici non sono mai invadenti, la tromba di Douglas suona pulita, senza né sordina né effetti. Un’imitazione dell’ultimo Miles Davis? Tutt’altro. Lo stile di Douglas è totalmente diverso, con fraseggi più lunghi, e il suono più caldo. Tra le sue influenze infatti Booker Little, e il già citato Lester Bowie, sono le più importanti, ma anche eclettici sassofonisti come Jimmy Giuffrè e Wayne Shorter sono fra i suoi eroi, senza contare davemusicisti di tutt’altro genere come Joni Mitchell. Grazie a tutte queste influenze e passioni Dave Douglas ha sviluppato una personalità di artista unica e si è ritagliato un ruolo di prima linea tra i jazzisti delle ultime generazioni. Questo disco è molto interessante, ma la varietà del lavoro del trombettista del New Jersey è tanta e tale che se per caso non lo conosceste ancora sarebbe difficile consigliare un solo suo disco. Se però siete neofiti del jazz ma ben introdotti nel mondo del rock e, soprattutto, delle avanguardie elettroniche, questo “High risk”, sarà la migliore delle introduzioni possibili al mondo sonoro di Dave. La copertina, opera di Steve Byram, rielabora foto cedute cortesemente dalla Nasa. 

 

Voto: 8/10
Alfredo Sgarlato

Audio

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