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2 Gennaio 2014 , ,

Bruce Springsteen HIGH HOPES

2014 - Columbia
[Uscita: 14/01/2014]

SPRINGSTEEN_HIGH_HOPES# Consigliato da Distorsioni

 

Io sarò anche il presidente, ma lui è e resta il Boss” questa la frase con cui nel 2009 il presidente americano Barack Obama consegnò a Springsteen un riconoscimento alla carriera. Una citazione ben più significativa del premio stesso, le parole di Obama evidenziano - che si possa essere d’accordo o meno con esse -  ancor oggi a distanza di cinque anni da quando sono state pronunciate quanto la musica e l’arte del musicista  siano sempre e comunque importanti  a livello internazionale.  Il nuovo lavoro “High Hopes”,  in uscita a metà gennaio e a distanza di meno di due anni da “Wrecking Ball” (marzo 2012), è frutto prelibato maturato dalla collaborazione di Bruce Springsteen con Tom Morello, guitar hero dei Rage Against The Machine e degli Audioslave. Parafrasando il titolo nutrivamo grandi speranze nell’album, due grandi nomi della musica che si incontrano nuovamente, stavolta per creare quasi un intero album e non solo un paio di tracce come era successo qualche anno fa per il venticinquesimo anniversario della Rock and Roll Hall of Fame. Leggendo l’elenco delle tracce è facile in un primo momento rimanere delusi, molti sono titoli già sentiti live oppure cover di altri gruppi: per fortuna invece, ascoltando l’album, si hanno di fronte brani praticamente nuovi. 

 

Bruce-Springsteen-Tom-MorelloCon l’aiuto di Morello, a cui viene conferita un’ampia libertà, il Boss ha svecchiato molte canzoni come nella versione pressoché inedita quella di 41 Shots (American Skin). Il brano infatti, scritto originariamente nel 2000 dopo l’assassinio di Amadou Diallo per mano della Polizia Newyorkese, si veste di un abito completamente nuovo in cui gli abbondanti effetti per chitarra e l’emozionante assolo sono da pelle d’oca. L’album si snoda anche in una serie di omaggi a Danny Federici e a Clarence Clemmons, storici amici di Springsteen, nonché rispettivamente ex tastierista e sassofonista della E Street Band deceduti pochi anni fa, che fanno la loro comparsa in Down In The Hole ed in Harry’s Place, in cui la chitarra di Morello ed il sax si intrecciano in un equilibrio estatico, quasi magico. Complessivamente si ha di fronte un buon album, non dei migliori, ma quasi certamente il più particolare mai prodotto. Dalle storiche radici folk all' hard rock, passando per quel lavoro gospel accantonato anni fa, “High Hopes” si presenta come uno sguardo al futuro per Springsteen senza mai dimenticare il suo passato. L’essenza degli  album dell’artista  tra l’altro è che sono  un’ottima promozione per il tour di concerti che li seguirà e non viceversa come succede per molti artisti: aspettiamo quindi  impazienti quello che farà seguito alla pubblicazione di questo High Hopes.

Voto: 7/10
Andrea Ghignone

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