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26 aprile 2017 ,

Mark Eitzel

HEY MR FERRYMAN

2017 - Merge Records - Decor Records (per Inghilterra ed Europa)
[Uscita: 27/01/2017]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni     

 

Mark Eitzel coverEasy listening. Detto così, sinteticamente, senza preamboli né spiegazioni, potrebbe sembrare che possa essere riferito ad un prodotto di scarsa qualità, quello che si suol definire “commerciale”, messo su per solleticare e assecondare un ascolto di grana grossa. E invece no. La nuova fatica di Mark Eitzel, Hey Mr Ferryman, è easy listening nel senso migliore del termine (il piacevole ascolto) che convince anche sul piano qualitativo, musica indie che si rifà alla migliore tradizione dei songwriter americani e l’arricchisce con un suono in pari misura elaborato e semplice, oltre che fornirle i connotati di un prodotto artistico ben interpretato ed confezionato. Il cinquantottenne cantautore di Columbus, Ohio, ha iniziato la propria carriera nei Cowboys, quindi ha militato nei Naked Skinnies, per diventare poi leader indiscusso degli American Music Club con cui ha conosciuto il grande successo negli States fra il 1982 e il 1993, anno dello scioglimento (nel 2003 una reunion li ha portati in tournée fra Usa ed Europa).

 

Mark EitzelUn’intensa carriera solistica, durante la quale ha avuto come collaboratori musicisti del calibro di Steve Shelley dei Sonic Youth e Peter Buck dei REM, lo ha consacrato fra gli artisti di estrazione indie maggiormente apprezzati. Questo Hey Mr Ferryman, che è prodotto da Bernard Butler ex Suede, si compone di tredici pezzi nei quali emerge la coerente interpretazione di Eitzel, la sua voce dinamica e ben modulata, carismatica e da grande crooner, sostenuta da arrangiamenti ammiccanti e ben congegnati. Il minimalismo di un arpeggio di chitarra, un po’ di raffinato jazz, un ritmo di bossa-nova Mark Eitzel n 2(An Angel's Wing Brushed the Penny Slots), una spruzzatina di effetti elettronici sono gli ingredienti di uno score nel quale si fanno notare The Singer (forse il brano più bello per la sua intensità, dedicato al cantautore americano Jason Molina, morto trentanovenne per abuso di alcool nel 2013) e An Answer, che funziona in tutte e due le versioni, la prima più intimista, la seconda mixata da Danton Supple, più ritmata ed estroversa. Tutto il resto contribuisce all’ascolto piacevole di cui si diceva.  

 

Voto: 7/10
Nello Pappalardo

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