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18 marzo 2012 , ,

Gretchen Peters

HELLO CRUEL WORLD

2012 - Proper Records
[Uscita: 30/01/2012]

# Consigliato da DISTORSIONI

'I worship no idol, I seek no god, I don’t believe in no holy jihad, I don’t believe in original sin. I believe in the heat underneath our skin'.

'Non adoro alcun idolo, non cerco alcun dio, non credo in nessuna guerra santa,  non credo nel peccato originale. Credo nel calore sotto la nostra pelle'.

Potrebbero bastare questi versi, presi pari pari dalla canzone chiamata Paradise Found, per rendermi molto simpatica la mia coetanea Gretchen Peters, da Nashville, Tennesse, of course, una che più che per i suoi nove albums solisti è famosa per aver scritto hits country per gente come Bryan Adams, Faith Hill, Martina McBride e altri grossi calibri del genere, ma che ha avuto la soddisfazione di sentir cantare le sue canzoni anche dalla grande Etta James e dai Neville Brothers. “Salve, mondo crudele”, dunque, un disco, l'avrete capito, di musica country, diciamo così, moderna: niente pedal steel, qualche pennellata di banjo, una band di professionisti collaudati che si basa soprattutto sulla chitarra, più acustica che elettrica, il piano e, ovviamente, basso e (poca) batteria, con l'aiuto occasionale di una tromba o di un paio di archi.

 

Il tutto per accompagnare la voce soffice, ogni tanto roca, sempre ammaliante della signora Peters, che ci racconta storie della sua vita con la sincerità di chi, a 54 anni, ha visto e provato gli inevitabili alti e bassi che ci sono riservati o che, più probabilmente, ci andiamo a cercare. Una che, alla faccia del country reazionario, non ha paura di sputar veleno sugli inquinatori della BP e di renderci noto il suo “non credo”, come dicevamo all'inizio. È il caso, quindi, per chi avrà voglia di sentirsi questo bel disco, di andarsi a cercare i testi, per far sì che l'ascolto non si fermi alla, comunque notevole, piacevolezza morbida della musica, ma ci avvicini ad un personaggio vero, che non disdegna di mettersi a nudo, nella sua fragilità, ma anche nella sua tenacia. Guardatela, allora, nel video che la ritrae in studio durante la registrazione della splendida title track, mentre canta delle occasioni perdute, ma anche della voglia di continuare a provare: ‘I'm a stubborn girl’.

 

Non è l'unico gioiello di questo disco, che ci consegna, ad esempio, la ballatona The Matador, in cui compare la fisarmonica ad accompagnare l'arpeggio della chitarra di Gretchen, ancora un inno al gusto per la vita, alla faccia delle sfighe che sicuramente ti capiteranno, oppure la bluesy Paradise Found, che citavo all'inizio, in cui il volume del sottofondo musicale cresce con l'aiuto di violino, banjo e chitarra elettrica, o, ancora, una ballata come Five Minutes, quasi solo la chitarra e la voce di Gretchen, per, appunto, cinque minuti di riflessioni sulla vita e quanto essa ci riservi. Non sono un fan del country, ma questo disco mi ha commosso. Bello.

Luca Sanna

Video

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