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29 giugno 2018 ,

Kamasi Washington

HEAVEN AND EARTH

2018 - Young Turks - 3 CD o 5 LP
[Uscita: 22/06/2018]

Stati Uniti    #consigliatodadistorsioni     

 

kamasi-770x770Che cosa ha spinto Kamasi Washington in questa nuova traversata nel mare della musica nera? A due anni dal folgorante “Epic” (2015, Brainfeeder), il sassofonista californiano (1981, Los Angeles) sottolinea senza reticenze che la sua è una mission fondata sulla convinzione di poter scrivere un nuovo linguaggio. Con “Heaven And Earth” Washington raccoglie in un denso manifesto multiculturale jazz la felice sintesi di tutte le influenze dell’universo musicale che lo hanno forgiato: da Stravinsky a Coltrane, da Freddie Hubbard ad Ali Akbar Khan (o Slum Village). Preceduti dal raffinato Ep “Harmony of Difference” (2017), i due nuovi capitoli di “Heaven And Earth” sono i dettagli ampliati di Epic, e si fondano sulla organica complessità di ritmo e armonia, declinati nel mixage fra il jazz modale spirituale (Coltrane) e il soul-jazz con i suoni della realtà urbana (funky, hip-hop e DJ): Kamasi vi riflette la sua personalità, denuncia le ferite del mondo (in Earth) e la necessità immaginifica dell’utopia (Heaven). Quasi un affronto per i critici più agguerriti, specialmente quelli di New York, che non gli perdonano un linguaggio troppo à la page. In questo disco Washington si affida ad un ensemble largo, con gli stessi artisti di Epic (con qualche variante), un doppio quartetto con il coro delle voci a disegnare fondali maestosi.

 

Tyler, the Creator's 5th Annual Camp Flog Gnaw Carnival - Day 1Le 21 tracce (di cui 18 a firma del leader) sono lo specchio del titolo: Earth (CD 1) si apre con una cover dal film di Bruce Lee "Fist of Fury" (1972) qui ampliato e declinato al plurale in Fists of Fury, con un segno militante nelle voci di Queen e Trible; tra altri episodi da citare Hub-Tones (di Freddie Hubbard) con un felice intreccio fra la tromba di Dontae Winslow, il pianoforte con spruzzate latine di Cameron Graves, o la feroce, libera esecuzione di The Invincible Youth che si trasfigura in chiave soul o groove-jazz funk: ed è qui che si misura il carattere globale del mondo sonoro di Kamasi.

kadownloadIn Heaven (CD 2), l’eclettismo di Washington pervade tutti i brani, dove brillano per originalità Vi Lua Vi Sol con il tema disegnato dal vocoder del tastierista Brandon Coleman macchiato dal trombone di Ryan Porter, la solennità da parata di The Psalmnist (di R. Porter), o nei ricordi fanciulleschi di Street Fighter Mas, dove spicca il funky-bass di Miles Mosley. Il lavoro è stato pensato da Kamasi nel 2016 e concluso lo scorso anno, registrato in tre studi a Los Angeles e poi frutto di un sapiente lavoro sui suoni in fase di post-produzione. Ciò che colpisce di questo lavoro di Washington è la straordinaria unitarietà nella frammentazione di stili e richiami a echi vissuti e qui raccolti in un robusto albero sonoro: i rami e le fronde sembrano agire come vampiri a bucare il cielo, in chiave post-coltraniana, alla ricerca di qualcosa d’altro. Quanto svelato da Kamasi è un esempio alto (e altro) di come possa la coscienza umana interagire con l’azione collettiva. 

 

Voto: 8/10
Luciano Viotto

foto 2:  Kamasi Washington, di Kevin Winter/Getty Images 

 

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