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15 ottobre 2015 , ,

Julia Holter

HAVE YOU IN MY WILDERNESS

2015 - Domino Records
[Uscita: 25/09/2015]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni     

 

julia_holterDue anni fa, il precedente lavoro di Julia Holter, “Loud city song”, era stato tra quelli che ci avevano maggiormente impressionato in quel periodo, così ci siamo accostati al suo nuovo disco con notevole curiosità. L’ecletticità è sempre stata la cifra distintiva di Julia, e ancora una volta la cantautrice non si smentisce, il nuovo album segna un cambiamento rispetto ai precedenti. Stavolta, in questo quarto suo disco intitolato “Have you in my wilderness”, abbiamo composizioni molto più pop, rilassate. In Sea calls me home, scelta come secondo singolo, sentiamo persino un eco beatlesiano in qualche apertura melodica. Rimane costante la bella voce di Julia, calda e pastosa, che mostra la propria versatilità anche quando affronta atmosfere più intimiste come in Betsy on the roof.  L’ispirazione della Holter è molto varia, in brani come Silhouette e Vasquez appaiono ritmi spezzati, fuori dalle logiche commerciali del pop, soprattutto in Vasquez, dove un contrabbasso jazz interagisce con l’elettronica ottimamente, e nel finale i fiati improvvisano su schemi free.

 

Everytime boots è insolitamente allegra per gli standards di Julia, con un ritmo saltellante e la batteria molto presente, suonata anche molto sui tom. Non mancano ballate di ampio respiro melodico, come l’iniziale Feel you, con un sontuoso arrangiamento d’archi e un clavicembalo, strumento spesso presente sul disco, a sottolineare la vocalità suadente di Julia, o How long, senza sezione ritmica, dove la melodia si fa arcana, e ricca di spunti dissonanti. Forse questo disco non raggiunge i picchi creativi di Loud city song, molto più julia holter images (3)intenso e oscuro, ma è uno di quei lavori che crescono con gli ascolti. Julia Holter è senza dubbio uno dei talenti da tenere d’occhio, anche perché sa mutare pelle non solo da disco a disco, ma anche nel corso di uno stesso lavoro, mantenendo al contempo un’identità forte. Se in passato si potevano fare scomodi paragoni, da cui però la musicista non usciva sminuita, oggi abbiamo di fronte all’opera di un’autrice unica, molto più personale di altre più strombazzate dai media, vedi la rifattissima Lana Del Rey o le mille brutte copie di Norah Jones. In breve: procuratevi non solo questo disco, ma l’opera completa della trentenne musicista californiana.  

Voto: 8/10
Alfredo Sgarlato

Audio

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