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8 novembre 2015

Jones

HAPPY BLUE

2015 - Meme Records
[Uscita: 20/11/2015]

Inghilterra  #consigliatodadistorsioni   

 

jonesPensiamo vi sia capitato di chiedervi quale sia stato il destino di un artista che vi piaceva ed è “sparito”. Il successo non conosce formule codificate e c'è anche chi fin da subito non intende perdere il controllo della sua musica e dei suoi testi. E' il caso di Trevor Jones, un cantautore inglese che ha sempre preferito scrivere e suonare le sue canzoni fuori dai meccanismi del music business.

La nostra non è un'annotazione marginale: la libertà fa bene alla creatività. Jones ha una voce molto bella e una scrittura “letteraria” di assoluta qualità, cose che fra l'altro gli hanno conquistato il favore pressoché unanime della critica britannica e il supporto di un pubblico fedelissimo. I suoi album portavano, fino a un po' di tempo fa il nome Miracle Mile (cercateli in rete) ma non fatevi ingannare dal gioco dell'identità: il suono affascinante di questo artista è stato sempre unico e inconfondibile e non mancherà di colpire chi decida di ascoltarlo andando oltre una pur accattivante superficie.

 

Accanto a TJ ritroviamo l'amico fidato Marcus Cliffe (un polistrumentista geniale), Lucinda Drayton, Melvin Duffy (fratello di Tin Tin), Gustaf Ljunggren, Enzo Zirilli e  last but not least  BJ Cole, uno dei maestri britannici della pedal steel, protagonista di pagine meravigliose come quelle di “Madman Across The Water" di Elton John, scritte e registrate in una sola jones1notte (!). BJ Cole ci dimostra che il fascino della pedal steel è ormai patrimonio di un linguaggio sganciato dalla country music. Un album bellissimo, “Happy Blue”, che si inserisce subito nel novero dei top records del folk rock d'oltremanica.

Il suo titolo, fateci caso, cita quello di “Happy Sad” di Tim Buckley, laddove blue ha il medesimo significato di sad. Non ci sono incrinature nella limpida scrittura di TJ, che ha già conquistato in Inghilterra l'ennesima messe di recensioni entusiaste. Meritatissime, come vi conferma anche l'autore di questa recensione.

Voto: 8/10
Giancarlo Susanna
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