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30 ottobre 2012 , ,

Andrew Bird

HANDS OF GLORY

2012 - Mom & Pop Music / Wegawam
[Uscita: 30/10/2012]

Andrew Bird HANDS OF GLORY 2012 – Mom & Pop Music / Wegawam # Consigliato da DISTORSIONI

 

Seconda uscita per il musicista di Chicago Andrew Bird in questo 2012, dopo il fortunato  “Break It Yourself” uscito a marzo, eccolo nuovamente in pista con questo “Hands Of Glory”.  Bird è artista eclettico e raffinato che si muove con grazia ed eleganza su diversi territori musicali, ma sempre con un occhio al passato la cui tradizione viene da lui rivissuta ed elaborata per esprimere la sua personale visione delle cose. Qui il confronto è con il country, con la canzone popolare americana, a comporre l’album otto brani, l’inedita Something Biblical, alcune cover di brani della tradizione country presenti anche nel repertorio di The Handsome Family e della Carter Family, ma anche una canzone di Townes Van Zandt e una nuova versione del singolo Orpheo dal precedente album uscito a marzo e di Spirograph. L’album è stato registrato in presa diretta e con un solo microfono in locali, chiese, granai, dislocati nell’America rurale, quella delle radici e della tradizione. Questa modalità di registrazione  conferisce al disco un sapore intimo e colloquiale, sembra di avere davanti a noi i musicisti che suonano, una gradevole sensazione di vicinanza per un disco ricco di sentimento e di romanticismo. Ricorda lo stesso Bird: «Le ultime tre estati mi sono ritrovato insieme a questa band nel mio granaio nell’Illinois occidentale. All’inizio non avevamo che poco più della pretesa di catturare il modo in cui facevamo musica insieme. Dopo alcuni giorni in cui dormivamo, mangiavamo e suonavamo sotto o stesso tetto abbiamo ottenuto una sempre maggiore ispirazione e ambizione intorno a  quello che stavamo facendo», il risultato è un altro album decisamente riuscito del prolifico e inarrestabile songwriter e violinista americano.

 

 

L’atmosfera cupa e grigia si manifesta subito con l’iniziale Three White Horses e continua con la successiva When That Helicopter Comes, la cantautorale Spirograph stempera l’amarezza in un intenso romanticismo; Railroad Bill, l’episodio più lieve del disco, ci porta alle atmosfere del vecchio West con uno scatenato bluegrass che sa di saloon, whisky, cercatori d’oro e bovari; Something Biblical, unico inedito, impreziosita da una melodia che sa di autunno e paesaggi solitari e avvolgenti e da un vibrante violino; If I Needed You, cover di Townes Van Zandt, ci riporta alle radici country con banjo e violino in evidenza; Orpheo è qui struggente con un malinconico violino in primo piano che alza al cielo un accorato lamento, violino che drammaticamente ci introduce alla conclusiva Beyond The Valley Of Three White Horses, lunga più di nove minuti, prevalentemente strumentali, giocato su un folk minimalista e la voce di Bird che ripete melodiosamente le stesse semplici frasi, un brano di infinita tristezza, una musica che rasenta la disperazione, eppure appena finito sentiamo il bisogno di riascoltarlo, Andrew Bird ha toccato corde scoperte della nostra anima, la sua è musica autentica e ispirata, umbratile colonna sonora  di un’epoca ben poco radiosa  e rassicurante.

Ignazio Gulotta

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