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9 agosto 2015 ,

Sundays & Cybele

GYPSY HOUSE

2015 - Guruguru Brain Records
[Uscita: 13/03/2015]

Giappone    #consigliatodadistorsioni   

 

gypsSundays & Cybele, provenienti da Hokkaido, Giappone sono tra i primi gruppi adottati dalla nascente etichetta discografica Guruguru Brain, diretta dai Kikagaku Moyo, gruppo psichedelico giapponese più o meno lanciato anche in Europa. Il lavoro che la Guruguru si propone di fare è quello di far emergere dall’anonimato le band rock esclusivamente asiatiche. Infatti, nel modesto rooster della label troviamo gli Scattered Purgatory, da Taiwan e una prima compilation di musica psichedelica contemporanea giapponese, “Guruguru Brain Wash”. Nello specifico, i Sundays & Cybele, il cui nome si rifà chiaramente al film francese (titolo originale: “Les Dimanches de la Ville D’Avray”, diretto da Serge Bourguignon, 1962), hanno all’attivo altre due produzioni e sono attivi dal 2004. Questo “Gypsy House” è il loro primo LP e traccia un filo rouge tra la musica psichedelica giapponese degli anni ’70 (soprattutto i Les Rallizes Dénudés, ma anche combo più hard come Flower Travellin’ Band), quella neopsichedelica (Acid Mother Temple, Keiji Haino) e, appunto, i patron Kikagaku Moyo. Dai Rallizes il gruppo guidato dal carismatico chitarrista/cantante Kazuo Tsubouchi riprende soprattutto il suono a volte nevrotico, a volte liquido e comunque sempre costruito sulle progressioni e assolo di chitarra. 

 

Rispetto ai Kikagaku Moyo (che in alcuni momenti pagano pegno più alla Incredible String Band che al rock psichedelico di casa) c’è comunque un metodo sicuramente meno gypsy house 16501originale e più canonico di riappropriarsi delle radici musicali del proprio paese: è l’ansia iniziale dei 6 minuti di Mystic Ocean che ce lo suggerisce, dove i Kikagaku Moyo quasi mai suonano un acid rock così aggressivo. La tensione si dirada nella bellissima ballata lisergica  Waiting For You che per oltre 7 minuti si inabissa in un’atmosfera acquatica, solcata da assolo di wah wah; ancora è un clima nevrotico che si impossessa di Saint Song semplice giro d’accordi cupo e veloce. Nel complesso, questa compare come la traccia più debole, dove una slide rovina un po’ una composizione piacevole sulle orme della celeberrima Revolution Blues di Neil Young. I tempi si dilatano poi in Angel e Into The Broken Seas Again: il primo brano aumenta ancora, se possibile, la nevrosi di Tsubouchi che canta sciamanico e le chitarre rincorrono la batteria. Un pezzo spigoloso, notturno, di grande effetto per 9 minuti di assolo wah wah. gypsy SC-bandLa seconda è invece un diretto omaggio ai Les Rallizes e nonostante superi (anch’essa) i 9 minuti, è una cantilena sunshine-pop: ritmo fluido, chitarre liquide che si sciolgono sotto il sole. Il finale è lasciato alla preghiera buddhista di Diaspora, 2 minuti di acid-folk accompagnato da sitar (come in Mystic Ocean), fiati, percussioni, kazoo e calimba. I Sundays & Cybele dimostrano di avere un grande senso della tradizione musicale e le idee, che suonano attuali e non riciclate, non mancano in questo primo “Gypsy House”. Ci fosse a tratti meno leziosità, meno supponenza e più concentrazione sugli aspetti davvero psichedelici della propria musica potrebbero  arrivare davvero lontano. 

Voto: 7/10
Ruben Gavilli

Audio

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