Migliora leggibilitàStampa
17 agosto 2016 ,

The Cult of Dom Keller

GOODBYE TO THE LIGHT

2016 - Fuzz Club Records
[Uscita: 22/07/2016]

Inghilterra 

 

a0563945135_10Dopo i fuzz magmatici di "The Second Bardo" la band di Nottingham The Cult of Dom Keller approda ad un ulteriore stadio della propria neo-psichedelia decadente. In linea con i dettami Fuzz Club Records, "Goodbye To The Light" ripulisce il sound dalle pastoie psichedeliche e dalle spirali di distorsioni a favore di un post-punk oscuro e venato di elettronica. Se questo sia un bene o un male ai posteri l'ardua sentenza: intanto in Hole in the Whole si deve aspettare il finale per poter udire un assolo pesante e sporco che rimanda ai riff macilenti dell'esordio. 

The Broken Arm of God , singolo che ha anticipato l'album, sembra essere un outtake dei compagni di scuderia Sonic Jesus in cui l'oscurità è dissipata dal ritornello "...see them crawl / And break 'em away"Altri episodi, come Deepest Pit of Emptiness, Tunnel in The Clouds scavano pozze ambient grazie all'elettronica e ai synth. Exterminating Angels è di nuovo una marcia post-punk solcata da  feedback di chitarra ma rimane qualcosa di già sentito. I Can See You gioca ancora con l'elettronica per convincerci che la band può tranquillamente abbandonare quella strada.

 

CODK_MainNell'ultima parte Astrum Argenteum domina con chitarre che finalmente mordono e stridono, Nothing Left To Stay For sovrappone cori messianici alla solita solfa monocorde, Bring Out The Dead è guidata da un organo che non porta da nessuna parte. Waltz of The Morgellons è in realtà un ipnotico arpeggio storto ed inquietante che fa da introduzione per l'altro singolo, Shambhala is On Fire, altra unica traccia che scuote gli animi con un pow-wow scandito dalle pesanti distorsioni.

La scelta dei Cult of Dom Keller non paga: la costante allusione a tematiche alienanti e bandshot1(B+W)depressive si riflette in una musica noiosa e spesso fine a se stessa, chiusa in mille gesti derivativi e in vicoli ciechi (uno su tutti, quello elettronico). Il terzo disco, come sappiamo, è sempre il più critico. Non desta sorpresa che uno dei migliori gruppi neopsichedelici inglesi tenti nuovi approdi. Speriamo che i Dom Keller ritrovino presto la strada verso l'oscurità che è loro tanto cara.  

 

Voto: 6.5/10
Ruben Gavilli

Audio

Video

Inizio pagina