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21 ottobre 2013 ,

Pins

GIRLS LIKE US

2013 - Bella Union
[Uscita: 30/09/2013]

PINS – Girls like us Continua il momento revival del post-punk inglese e così, dopo l’ottimo debutto delle Savages, ecco arrivare un altro gruppo tutto al femminile, questa volta da Manchester, che propone sonorità di stampo Lo-Fi Post-Punk/Shoegaze e che arriva al debutto sulla lunga distanza con questo “Girls Like us” per la celebre Bella Union dopo un anno di hype generato dall’EP “LUVU4LYF” e intorno ai concerti delle ragazze che pare siano davvero potenti. Bisogna però dire che a parte il fatto di essere un quartetto tutto al femminile e di centrare molto le proprie sonorità su ritmiche di basso-batteria, le affinità con le Savages finiscono qui perché le mancuniane rappresentano più il lato riot grrrls degli anni ’80 con suoni più taglienti, brani mediamente sotto i tre minuti a rappresentare l’urgenza compositiva di un disco che supera di poco i trenta minuti totali e registrato in una settimana. I rimandi, più che a Siouxsie e PJ Harvey, qui sono a delle Shop Assistants ripulite, oltre ad alcune cose dei Ramones ed al pop-rock delle Hole.

 

Pochi rudimentali accordi, fuzz-guitar e riverberi  che si susseguono frenetici a fare da fondale ad una batteria pesante, un basso ritmato ed una voce, quella di Faith Holgate,  che pur non spiccando particolarmente, risulta funzionale al suono della band e ad un manifesto che si esprime già nel titolo del disco. Ci sono poi un paio di particolarità che portano originalità come gli stop-and-go dei finali di I want it all e Howlin’ con quel coretto che ricorda la Lunar Camel dei Banshees e le micro-songs It’s on e Play with fire mentre la onirica Velvet morning con il suo PINS – Girls like us poema parlato potrebbe essere la loro Marshall dear, ovvero la futura strada da esplorare. Anche la conclusiva The darkest day lascia intravvedere spunti davvero interessanti nel suo incedere rallentato rispetto al resto del disco. Un buon esordio anche se resta da capire quanto costruito sull’onda modaiola del momento e quanto invece si sincera necessità espressiva, ma lasciando da parte le considerazioni del tipo “Beh, sa di già sentito, questa assomiglia a…” etc, è un disco che va ascoltato senza preconcetti e con il solo intento di domandarci se ci piaccia o meno, ed in questo le ragazze raggiungo in pieno l’obbiettivo. Di sicuro, come per le Savages, i margini di miglioramento sono davvero ampi e probabilmente le pretese delle Pins sono di un livello più basso, ma le potenzialità ci sono tutte per cui non resta che aspettare e magari avere l’occasione di vedere se è poi vero che anche dal vivo riescono a rendere in maniera ancora più energica le atmosfere del disco.

Voto: 7/10
Ubaldo Tarantino

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