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16 marzo 2015

Samba Touré

GANDADIKO

2015 - Glitterbeat Records
[Uscita: 30/01/2015]

Mali   #consigliatodadistorsioni

 

samba tourè“Gandadiko” in lingua songhai si potrebbe tradurre come “Terra di siccità” o anche “Terra che brucia”, e ovviamente il richiamo immediato è a quello che accade nella terra di provenienza di Samba Touré, il Mali e più precisamente la magica e tormentata città di Tumbuctù che ha subito gli attacchi e le devastazioni delle milizie integraliste islamiche che ne hanno danneggiato i tesori artistici e architettonici e le preziose biblioteche, ma hanno anche imposto il divieto di fare musica. Del resto caratteristiche dei musicisti maliani, e africani in genere, è quello di sentirsi parte integrante di una comunità, e la musica è un mezzo per parlare dei problemi del proprio popolo, non soltanto uno strumento di divertimento e di gioia. Ecco così che i problemi legati all'estremismo religioso, alla limitazione della libertà, alla violenza, al ruolo delle donne o all'abuso dell'alcol, diventano i temi delle canzoni di Samba Tourè, versione moderna della tradizione griot. Tutte le canzoni di questo album sono attraversate da un mood malinconico, presente anche nel precedenete “Albala”, ma qui temperato da un refolo di speranza che si manifesta nela conclusiva Woyé Katé, cantata in coppia con Ahmed Ag Kaedi della band tuareg Amenar, un inno al ritorno alla propria terra, una richiesta alle forze migliori di tornare e ricostruire il paese e il suo tessuto sociale e culturale. Il blues di Samba Touré si muove lungo la scia del suo maestro e mentore, il grande Ali Farka Touré, e in lui si caratterizza per un suono indolente e ipnotico, la chitarra disegna riff circolari che sembrano senza tempo, un omaggio e un elogio della lentezza e dei ritmi naturali della vita, tema di uno dei brani più briosi I Kana Korto

 

Ma naturalmente c'è altro Su Wilile con il suo ritmo richiama immediatamente Bo Diddley mentre il testo è un avvertimento ai giovani di non abusare di alcol e droga, mentre gli spettacolari intrecci di chitarra, ngoni e njarka, rispettivamente un liuto e un violino della samba ttradizione musicale maliana, brillano per intensità e originalità, spesso sono proprio gli strumenti tradizionali, e in particolare il njarka a lanciarsi in arditezze psichedeliche, in particolari nelle travolgenti  Wo Yende Alaka e Male Bano.,o il funky dilatato di Touri Idje Bibi, prova di come Touré ben conosca la musica occidentale e ne sappia fare tesoro. Gandadiko con una forte tensione drammatica del suono, che sembra portato dalle sabbie del deserto, ci parla della siccità che devasta la sua terra,, una tragedia che si abbatte sulla vita quotidiana di un sambapopolo,  «Le nostre lacrime non sono sufficienti per rendere la terra fertile. Gli animali muoiono uno dopo l'altro, il terreno diventa secca, Non c'è più niente da mangiare per le mandrie. Le mucche sono solo pelle e ossa». Gli spiriti maligni, molto presenti nella tradizione popolare africana e non solo, costituiscono l'argomento di Gafoure e Wo Yende Alakar «Non si può battere il diavolo facilmente / dopo avergli aperto la porta». Ancora una volta i venti polverosi dell'Africa subsahariana portano con sé musiche di straordinaria bellezza e potenza evocativa, la musica di Samba Touré e dei suoi musicisti ha senso del groove, virtuosismo e capacità comunicativa, una visione della musica che unisce impatto emotivo e sensibilità sociale, un suono affascinante  e 'antico' come il blues, vibrante e 'moderno' come il rock.

 

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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