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30 aprile 2017 ,

A Victim Of Society

FREAKTOWN

2017 - Inner Ear Records
[Uscita: 26/04/2017]

Grecia

 

Guerriglia psichedelica a sei corde spianate e sempre in equilibrio su una corda tesa ed affilata, tra feedback, Larsen e riff a centrifuga. Una piccola Detroit nel Mediterraneo, quella delle seconde file, dei Frost, dei Frijid Pink, con la foga degli Spidergawd (da ascoltare, mi raccomando!) e quei movimenti circolari da sega elettrica che ricordano come, dopo tutto, il punk dei Birthday Party sia esistito davvero.
Non che ce ne importi molto, dispersi nella terra agganciata all’Europa per un soffio. Questo electro-trio con doppia chitarra, A Victim Of Society, viene da Atene; fanno e hanno paura. La paura di deragliare nella follia di tempi incomprensibili; quella paura tangibile nel vorticare elettronico di sfuriate che sembrano corollario ad una maratona notturna di B-movie di Mario Bava, modulate su una distorsione all’anfetamina di Misrilou, smembrata tra visioni di lucida follia omicida.

 

Un’alternativa europea, appena meno meno cupa, ai Black Angels (sempre siano lodati), cioè quei bordoni ostinati di cui Alex Maas è oggi supremo interprete e che questa band padroneggia trasformandoli in esasperanti galoppate di “staccato” da sirtaki per folle di mutoidi; con una sottile vena sadica che fa tanto horror-punk, una larva di psycho-billy da T.S.O. immediato e un chitarrismo tanto furibondo da tramutare in incubo gli scarti di produzione dei primi Dream Syndicate. Niente male quindi, e visto il delirio cantato in meraviglioso idioma ellenico di Amnesia, gli si può pure perdonare anche l’assolo di batteria che ammazza l’ombrosa Would You Care? nonché quei loschi sotterfugi dark wave, che a dirla tutta rendono la conclusiva Freaktown una figata da riascoltare non appena conclusa. 

 

Voto: 7/10
Giovanni Capponcelli

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