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1 ottobre 2014 , ,

Foxygen

…AND STAR POWER

2014 - Jagjaguwar-Goodfellas
[Uscita: 14/10/2014]

USA                                                                                                        # Consigliato da Distorsioni

foxygenCi sono due modi per valutare un disco come questo. Il primo, quello più semplice, è di ascoltarlo una volta, lamentarsi del fatto che ci sono poche canzoni propriamente dette e liquidarlo con un aggettivo a scelta tra “pretenzioso”, “dispersivo” e “inascoltabile”. Il secondo è quello di accettare la sfida dei due neo-fricchettoni che si fanno chiamare Foxygen e giocare alle loro regole, abbandonandosi all’esplorazione di questo labirinto di suoni e idee (spesso solo abbozzate) e sperare di trovare come Arianne psichedeliche un filo che ci permetta di uscire a rivedere le stelle. Magari quelle del titolo. Consigliamo il secondo metodo: intanto perché ai musicisti che fanno un disco (doppio, in questo caso) è dovuto rispetto, e poi perché con pazienza e disponibilità a farsi sorprendere si riesce a venire a capo di questo puzzle. E nutrendo pure una certa ammirazione per il coraggio e l’ambizione di questi ragazzi, che invece di trastullarsi con il caramelloso folk-pop di derivazione sixties dell’album precedente (che di ambizioso aveva solo il titolo: We Are The 21st Century Ambassador of Peace and Magic) hanno scelto una strada più avventurosa e stimolante. E dio solo sa quanto il rock di oggi abbia bisogno di avventura e di stimoli.

 

foxygen4Disco doppio, si diceva, per di più diviso in sezioni e sottosezioni dai titoli – anche qui – altisonanti: The Hits & Star Power Suite, The Paranoid Side, Scream: A Journey Through Hell e così via. Tutto sembra urlare “PROG” a pieni polmoni, ma in realtà il concept sta solo nella testa degli autori e l’approccio è tutt’altro che serioso. Cut up zappiani, non-sequitur alla Beck e schizofrenia stile Guided By Voices, più che tentazioni sinfoniche di dubbio gusto. Certo "...And Star Power" è inevitabilmente (e volutamente) frammentario – anche perché è stato inciso in situazioni e studi diversi - e verso la metà del secondo disco si cominciano a perdere davvero le coordinate, ma l’ascolto è tutt’altro che noioso. Le canzoni più “rotonde” sono poche, e sono state sistemate strategicamente all’inizio. Poche, ok, ma buonissime. Cristallino pop anni 70 alla Steely Dan/Todd Rundgren nel singolo How Can You Really, soul/glam spaziale in Could've Been My Love eCosmic Vibrations, romanticismo lo-fi in You & I

 

foxygen1Dopo di che, esaurite le formalità, si parte sull’ottovolante del surrealismo, e addio ritornelli. Non che manchino le melodie coinvolgenti e appiccicose, ma in generale è più questione di riff, urletti, gag, rumori, citazioni, Wurltizer impazziti. De-strutturazione contemporanea di svariati generi musicali come avrebbero potuto pensarla i primissimi Pavement con in formazione Todd Rundgren (di nuovo lui, ma in questo caso quello di “A Wizard A True Star”). Insistendo con il name dropping da recensore: come non sorridere davanti allo spettro di Alan Vega evocato in Hot Summer, o alla trasformazione di Syd Barrett in un country/folk singer qualsiasi dell’Elektra cuifoxygen2 assistiamo in The Game? Una parte del divertimento sta anche nello sfogliare l’album delle figurine della storia del rock, e vedere come i Foxygen le hanno pasticciate. In fondo sono dei bambini cresciuti, Jonathan Rado e Sam France. Dispettosi, saccenti, petulanti e rumorosi come tutti i bambini. Ma anche, come tutti i bambini, adorabili e con lampi di genio involontario.

  

Voto: 8/10
Carlo Bordone

foto 2: di Cara Robbins 

foto 3: di Angel Ceballos

 

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