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30 aprile 2013 ,

Os Mutantes

FOOL METAL JACK

2013 - Krian Music Group
[Uscita: 30/04/2013]

Os Mutantes FOOL METAL JACK 2013 –Krian Music Group Formatasi nel lontano 1966 per sciogliersi nel 1978, la band psichedelica brasiliana degli Os Mutantes rivive oggi una seconda volta con una nuova formazione nella quale dell’organico  originario rimane il solo Sergio Dias e adesso, dopo “Haih or Amortecedor”, danno alle stampe il secondo disco della nuova era, un periodo fecondo di concerti che in questi anni ha visto la band esibirsi in giro per il mondo, soprattutto negli Usa, ma sono stati anche da noi, grazie ad una loro tardiva quanto benemerita riscoperta, merito anche dell’interessamento di musicisti come Kurt Cobain e David Byrne che ha curato un loro best pubblicato sulla sua Luaka Bop.

 

Quello che conquista nella musica degli Os Mutantes prima maniera è quel meraviglioso mix di psichedelia e bossa nova, tropicalismo e influenze jazz, afro e pop, oltre alla voce incantata e sensuale di Rita Lee. Oggi che molta acqua è passata sotto i ponti è forse il soggiorno nordamericano di Dias - ha suonato fra gli altri con Phil Manzanera - ad influire sulla loro musica, non è casuale la scelta della lingua inglese, con il rischio però di perdere parte della loro identità. Ed in effetti il primo ascolto di questo “Fool Metal Jack” non può che lasciare interdetti, un coacervo di brani dallo stile e dalle sonorità molto diverse fra loro che rischiano di disorientare e confondere l’ascoltatore. E’ vero che una vena di follia e bizzarria non è mai stata aliena dalla musica dei brasiliani, ma stavolta la sensazione che la sequenza dei brani sia molto simile a quella di una impazzita sfera di flipper è molto forte, tanto da non riuscire a trovare i punti cardinali per orientarsi.

 

Parliamo pertanto dei brani, dodici, del disco: appaiono tutti sostanzialmente derivativi saltando con grande disinvoltura e facilità dal funky in salsa Of Montreal che omaggiano Prince di Fool Metal Jack cantato con voce roca e fumosa alla Tom Waits - la canzone narra degli ultimi istanti di vita di un soldato in Iraq - al reggae, divertente e nulla più, di Ganja Man; dall’hard prog stile Vertigo di Piccadilly Willie al folk prog di Into Limbo, brano dedicato ad Arnaldo Baptista, con il fratello Dias fondatore della band, afflitto da problemi psichiatrici; dal folk psichedelico di To Make It Beautiful al ritmo tribale di Look Out o al brit pop di Time And Space. Più convincenti gli episodi che si incamminano lungo la strada tradizionale della band a partire da Eu Descobri di Gilberto Gil, una deliziosa bossanova che ci riporta agli Os Mutantes degli esordi e in cui spicca la voce di Esmeria Bulgari che rifà splendidamente Rita Lee, per arrivare alla ballata psichedelica intrisa di malinconia The Dream Is Gone ispirata a Dias dalla fine dei sogni e delle illusioni provocata dalla recente crisi economica. Belle le atmosfere orientali hippy di Bangladesh e quelle psichedeliche della conclusiva Valse LSD. In definitiva un album piacevole, con alcune canzoni decisamente riuscite, ma che soffre di un eccessivo eclettismo e di un vagare musicalmente senza una bussola.

Voto: 6.5/10
Ignazio Gulotta

Audio

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