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28 giugno 2018 ,

Fatoumata Diawara

FENFO

2018 - 3eme Bureau
[Uscita: 18/05/2018]

Mali

 

Fatoumata Diawara è una figura importante nella cultura maliana contemporanea, impegnata sia come attrice che come musicista e cantante, alterna la sua vita, come molti suoi conterranei, fra la patria e Parigi, dove ormai si è stabilita. Carattere ribelle e indipendente inzia da adolescente la carriera da ballerina e attrice, poi per sfuggire a un matrimonio imposto fugge a Parigi dove lavora con la compagnia teatrale Royale de Luxe, rivelando anche le sue doti canore che la porteranno a collaborare in album di Oumou Sangaré, Dee Dee Bridgewater, Damon Albarn, Herbie Hancock, Cheikh Lô. Incoraggiata da Rokia Traoré imparerà a suonare la chitarra  con la quale accompagnare le sue canzoni e infine debuttare nel 2011 col suo primo album “Fatou”. Oggi è una delle voci più autorevoli del suo Paese, si batte coraggiosamente per il riscatto delle donne, contro i matrimoni forzati e per la libertà e l'indipendenza. Infatti “Fenfo” che in bambara significa 'qualcosa da dire' affronta, come è caratteristico di molti artisti africani, temi strettamente legati alla vita e alla situazione delle popolazioni del suo Paese, con particolare riguardo alla condizione femminile.

 

Radicata dentro la meravigliosa tradizione folk del canto wassoulou, quello per intenderci di Rokia Traoré e Oumou Sangaré, l'album della Diawara snocciola una serie di canzoni ispirate, dal mood melanconico e arrangiate con gusto ed eleganza. In brani come Nterini, l'emozione vibra fortissima in sintonia con le modulazioni della voce della cantante, e sono queste le canzoni che si fanno preferire, evocative di scenari desertici, che affondano le loro radici nella storia e nella cultura dell'Africa Occidentale e nelle sue nobili tradizioni musicali. Un brano come la title track non lascia certo indifferenti con la forte drammaticità che Fatamouta Diawara imprime alla sua voce, anche Mama è un'intensa ballata notturna e ricca di pathos, sottolineato dal violoncello di Vincent Ségal. Non mancano però dei passi falsi, così Bonya ammicca fin troppo col suo stile r'n'b al gusto occidentale e Dibi Do punta sulla facile orecchiabilità del ritornello, in Kanou Da Yen il pregevole lavoro della kora si perde via via in uno scialbo e poco ispirato funk farcito di inutili riverberi,.ma sono piccoli peccati in un disco che è ispirato e ci rivela una voce di grande calore ed espresività.

Voto: 7/10
Ignazio Gulotta

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