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8 luglio 2014 , ,

The Antlers

FAMILIARS

2014 - Transgressive Records
[Uscita: 16/06/2014]

antlers                                                      # Consigliato da Distorsioni

Ci sono alcune cose che sono segnali inequivocabili, nettissimi e che focalizzano l’attenzione sui cambiamenti. Per esempio, durante i cambi di stagione (stagione atmosferica o astronomica, come preferite chiamarla) la natura entra prepotentemente nelle nostre vite e le condiziona in maniera assoluta. Vi è mai capitato di passare per una strada secondaria, costeggiante un campo, durante la tarda primavera e di venire letteralmente travolti dall'odore dell'erba appena tagliata? Quell'odore acre, che sa di terra ancestrale, di gesto che si ripete da centinaia di anni e che non ti manca mai fino a quando non lo riassapori un'altra volta? Non è quello forse un segnale che non è altro che un gigantesco sparo di starter per l'inizio della bella stagione? Certo, a non tutti piace. Non tutti apprezzano quella girandola olfattiva che ti entra dentro. Ma è anche vero che non tutti possono  scorgere la bellezza immediatamente ed esserne partecipi. Questo è “Familiars”: un sapore emotivo fortissimo che scorgi nuovamente dopo del tempo e che avevi un po' dimenticato perchè sotterrato e soppresso da oceani di rumore e dissonanze. Il fascio d'erba appena tagliato ed il profumo che ti scongela il cuore dal freddo.

 

the_antlers_lemoine_1_lo_resE questo è anche il merito di Peter Silberman, deus ex-machina degli Antlers, arrivati ormai al quinto lavoro in studio, a tre anni di distanza da quel “Burst Apart”, che fu una vera e propria rivelazione a cavallo tra un sapiente pop adulto e velleità post-rock. Stavolta Silberman, supportato dai suoi degni compari Darby Cicci e Michael Lerner, impacchetta un lavoro di altissima concezione emozionale, dove tutto è pesato al millimetro ma che non risulta mai artefatto. A partire dalla bellissima track d'apertura Palace, dove la tromba di Darby Cicci (che nobilita gran parte del lavoro, caratterizzandolo marcatamente) riporta alla mente atmosfere quasi desertiche tutte impastate con un approccio molto più adulto del resto della band, incrociando Bon Iver con gli War On Drugs. E' una canzone talmente bella che diventa difficile pensare che tutto il disco possa mantenere quel livello. Ed invece gli altri pezzi sono una conferma dopo l'altra: Hotel, si appoggia su un basso dal timbro quasi soul unito insieme ad unantlers organo che fa da contrappunto all'onnipresente tromba (che qui è solo una comparsa in sottofondo); Intruders è un mid-tempo retrò dove la voce di Silberman - in non poche occasioni rievoca l’inquietudine di un Jeff Buckley - si  apre senza mai disturbare, come se prima di iniziare a cantare chiedesse il permesso al resto della band. Il sorprendente uno-due finale affidato alla malinconica Surrender, in cui tutte le preoccupazioni e tutte le inquietudini della scrittura di Silberman arrivano al loro apice, e Refugee che altro non è che la crasi fondamentale dell'intero disco.

 

Una sezione ritmica ridotta all'osso, un synth ed un organo che aleggiano sulle acque come fumo a farti notare la loro presenza ma sempre pronti a sfuggire quando meno te lo aspetti. Già, le inquietudini di Silberman. Se, come detto, la bellezza totale di questo lavoro è un bellissimo segno della natura che torna a sorriderti c'è anche da considerare che tutta la tristezza e la malinconia accumulata nei mesi precedenti non sfugge via al primo sibewlmanraggio di sole. E allora via con le liriche di amori perduti (Palace, Intruders), di tristezza e maturità (Hotel, Revisited e Parade) tutto visto alla luce di una nuova via imboccata e di un sollievo (la parola inglese rende meglio: relief) tanto atteso quanto (forse) meritato. Un disco dal peso specifico ragguardevole, col solo difetto di non godere di mutazioni di atmosfera significative. Ma in fondo, una volta arrivata l'estate chi è che ha più voglia di tornare ai maglioni di lana, alle giacche pesanti ed ai calzini fino al ginocchio? Una volta arrivata cerchiamo di godercela il più possibile. Per esempio, andando in quel campo di erba appena tagliata con “Familiars” nelle orecchie, sedersi e rimanere lì in ascolto. E' arrivata l'estate per gli Antlers. Lasciate che arrivi anche a voi.

Voto: 8/10
Alberto Niccolai

foto 4: Peter Silberman

 

The Antlers


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