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29 aprile 2016

AA.VV.

EVERY SONG HAS ITS END: DISPATCHES FROM TRADITIONAL MALI

2016 - Glitterbeat Records
[Uscita: 01/04/2016]

Mali   #consigliatodadistorsioni     

 

a0502275258_16Il produttore e ricercatore musicale Paul Chandler vive ormai stabilmente a Bamako dove svolge un importantissimo ruolo nella protezione, nella promozione e nella diffusione della musica maliana di cui è uno dei maggiori conoscitori nel mondo.

In qualche modo inevitabile l'incontro con un altro grande appassionato della musica del Paese subsahariano, Chris Eckman, musicista e boss della Glitterbeat Records, etichetta che distribuisce questo “Every Song Has Its End: Sonic Dispatches from Traditional Mali” e il cui catalogo è ormai uno dei più interessanti a livello internazionale in ambito world. Si tratta di alcuni estratti dall'archivio che Chandler ha raccolto in anni di ricerche sul campo, percorrendo in lungo e in largo l'immenso Mali. Musiche e strumenti che, causa le trasformazioni avvenute nel Paese -soprattutto l'abbandono delle zone rurali a favore delle città- rischiano seriamente di scomparire, ma che stanno alla base e all'origine della musica maliana che si è fatta conoscere nel mondo in questi ultimi anni. 

 

Con l'eccezione di Afel Bocoum che è stato nella band di Ali Farka Touré e collaborato con i Blur, i nomi dei musicisti e dei gruppi ben poco diranno anche ai più attenti alla musica africana, infatti lavorano soprattutto nell'ambito delle comunità rurali sparse nel paese, dalle aride zone desertiche del Nord alle colline più verdeggianti del Sud. Potrebbe sembrare ostico l'ascolto del disco o magari crederlo confinato a chi è interessato paulall'etnomusicologia, ma questo è certamente un grosso errore da evitare.

Infatti le dodici tracce scelte da Chandler (al centro nella foto a destra) non solo hanno un indubbio interesse per gli appassionati di musica  africana, ma hanno un intrinseco valore musicale che le rendono fruibili e godibili anche per un pubblico di non esperti. Nella selezione possiamo trovare un'ampia gamma di generi musicali, diversi o per zone di provenienza o per funzione della musica (danza, musica rituale, celebrativa, canti di guerra), o per gruppo etnico, o per strumentazione usata. Se vogliamo trovare tratti comuni li possiamo individuare nella funzione centrale della ritmica e nel carattere circolare, ipnotico e trascinante delle armonie, oltre alla forte intensità emotiva del canto, sia individuale che corale.

 

evry soDetto che il livello qualitativo della musica è decisamente alto, segnaliamo almeno Nianju Wardé impreziosita dal suono del sokou, una sorta di violino, che qui richiama la musica dei marocchini Joujouka; Taka Kadi uno straordinario blues ancestrale di Boukader Coulibaly che ci offre l'occasione di ascoltare il danh, strumento tradizionale a sei corde; ipnotica, ricca di sonorità sorprendenti che danno al brano un tono nostalgico e magico è Apolo del Mianka Cultural Troupe.

Nel canto di guerra  Woyjka si può ascoltare Ibrahim Traoré, uno degli ultimi suonatori di bolon, tradizionale strumento a una corda e può essere infine sorprendente scoprire in un every scanto dei contadini Bambara, Kabako, quella dilatazione ritmica che ritroviamo nel dub! Una serie di artisti magnifici, emozionanti e la dimostrazione di come la musica che affonda le sue radici nella storia e nelle tradizioni di un popolo possa essere in grado di parlare e comunicare anche alla contemporaneità, perché attraverso il linguaggio della musica tocca le profondità dell'animo umano. Al CD è allegato un interessantissimo DVD, indispensabile per apprezzare in pieno la musica e che troverete qui nello spazio video. 

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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