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2 novembre 2013

Bvdub & Loscil

EREBUS

2013 - Glacial Movements
[Uscita: 10/10/2013]

Loscil & Bvdub  EREBUS - 2013 - Glacial Movements # CONSIGLIATO DA DISTORSIONI

 

Il catalogo messo in piedi negli ultimi tre anni dall’etichetta romana Glacial Movements è davvero notevole, comprendendo, tra gli altri, Netherworld, Oophoi (Gianluigi Gasparetti), Francisco Lòpez, Bvdub, Loscil, Adain Baker, Pjusk, Retina.it. Tutti i progetti, legati all’etichetta di Alessandro Tedeschi, ruotano attorno all’idea di una natura glaciale ed incontaminata che diviene metafora di uno stato d’animo solitario ed incline all’isolamento. Sono certamente affini a questi scenari anche le ambientazioni legate al buio e alla notte, come lo possono essere quelle che danno vita a “Erebus”, lavoro nato dalla collaborazione tra Loscil (alias Scott Morgan) e Bvdub (alias Brock Van Wey), tra i maggiori protagonisti dell’elettronica ambient & dub. Erebus è una divinità ancestrale, figlio di Caos e dio delle Tenebre, a sua volta padre dei fratelli gemelli Hypnos (Sonno) e Thanatos (Morte). Loscil e Bvdub ci conducono in un mondo oscuro, popolato da esistenze spettrali ed evanescenti, che vivono numerose ed impercettibili dietro gli anfratti del mondo sensibile.

L’album prende avvio con Aether (Etere), brano caratterizzato da atmosfere gelide e rarefatte, in cui voci spettrali provenienti dall’aldilà attraversano quel velo sottile che lo separa dal mondo delle cose materiali. Le voci si amplificano numerose in Hespiredes (Esperidi), brano in cui la luce dorata del tramonto annuncia l’arrivo dell’oscurità, mentre i ventiquattro minuti di Hypnos (Sonno) costituiscono una monumentale rappresentazione del mondo sovrasensibile, in cui apparizioni evanescenti aprono squarci nei territori bui della notte. Moirai (Moire) con le sue atmosfere rarefatte sembra costituire l’anticamera del regno degli inferi, mentre la conclusiva Thanatos (Morte) appare caratterizzata da ambientazioni quanto mai rassegnate e malinconiche. Con “Erebus”, Bvdub & Loscil sono riusciti a creare un mondo glaciale e rarefatto, costituito da atmosfere isolazioniste davvero suggestive e sorprendentemente popolate da presenze flebili e spettrali. Uno dei dischi ambient dell’anno.

Voto: 7.5/10
Felice Marotta

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