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3 maggio 2017 ,

Anjou

EPITHYMÍA

2017 - Kranky
[Uscita: 24/03/2017]

Stati Uniti

 

Dietro il progetto Anjou  si celano due protagonisti del post-rock degli anni ’90, quei Labradford che mescolando krautrock e minimalismo drone-ambient cercavano di oltrepassare i territori del rock. Nonostante la band di Richmond non abbia mai comunicato ufficialmente lo scioglimento, nel 2002 Mark Nelson e Robert Donne proseguivano su territori musicali diversi. Il primo con i Pan•American percorreva il cammino tracciato dai Labradfordl accentuando la densità del suono attraverso l’uso di sintetizzatori e di percussioni. Il secondo, unendosi agli Spokane e collaborando con i Gregor Samsa, lavorava su sonorità più intime e riflessive. Se il primo album (“Anjou”, 2014) si proponeva quasi come prosecuzione degli ultimi lavori dei Pan•American (anche per la presenza nella formazione del talentuoso percussionista Steven Hess), questo secondo lavoro "Epithymia" prosegue su territori più fluidi ed astratti.

Il primo brano Culicinae si sviluppa secondo i canoni di un minimalismo liquido, sebbene verso la fine si apra a una parentesi melodica. Un drone-noise freddo e viscoso caratterizza i brani Greater Grand Crossing e Glamr, mentre Soucouyant ammalia per il suo ritmo ipnotico in una sorta di krautrock caraibico. La nostalgia è il sentimento portante di An Empty Bank, caratterizzato da atmosfere più misteriose e spettrali, in quello che possiamo considerare il brano più intrigante di tutto l’album. La conclusiva Georgia chiude “Epithymía” con sonorità dalle forme irregolari e frattali. Un’opera minore per gli estimatori di Mark Nelson e Robert Donne.

Voto: 6,5/10
Felice Marotta

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