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18 maggio 2012

Future Sound Of London

ENVIRONMENTS 4

2012 - Jumpin'&Pumpin'
[Uscita: 28/04/2012]

Future Sound Of London: ENVIRONMENTS 4“Il cielo sopra il porto era del colore di uno schermo televisivo sintonizzato su un canale morto...Il sorriso del barista si allargò ancora di più. La sua bruttezza era leggendaria. In un'epoca in cui la bellezza era alla portata di tutte le tasche, c'era qualcosa di nobiliare nel fatto che a lui mancasse. Il braccio d'epoca cigolò quando Ratz si allungò a prendere un altro boccale. Era una protesi militare russa, o manipolatore a sette funzioni con feedback di forza, racchiuso in un tozzo guscio di plastica rosa”.

 

Meglio di tante altre, le parole tratte da Neuromante, capolavoro della letteratura cyberpunk, di William Gibson, Sono suscettibili di descrivere con alquanta attendibilità icastica l'ennesima uscita del duo britannico, Dougans-Cobain. “Environments 4”, esce in formato digitale e fa parte di una serie di recuperi dagli archivi  del sodalizio, il quarto, appunto, inglobanti frammenti elettronici in chiave ambient, e qualificanti in senso classico il peculiare suono dei Future Sound Of London, come coacervo di fluide atmosfere acquatili, di schegge di sinistro splendore algoritmico, di ologrammatiche lame che fendono il cuore della tenebra siderale. I suoni risalgono per via di diretta ascendenza, a meglio intenderci, al periodo aureo del sodalizio inglese, afferente a lavori quali “Lifeforms” e “Dead Cities”. Quattordici frammenti, più una bonus-track, di pura alienazione cyberpunk, con scenari di megalopoli attraversate dai raggi fluorescenti degli avio-oggetti... Frammenti in cui si passa da sensazioni di rassicuranti ed equorei tappeti sonori all'incipiente germoglio di febbri cerebrali entro il tessuto marcescente della notte metropolitana. A partire da schegge sonore quali The Wheel Of Life, che apre le danze neurali, a River Delta, che simula lo scorrere di fiumi immaginari entro oscuri  greti scavati nella mente.

 

Architekture edifica cattedrali di suoni prossime a inabissarsi nel buio universale, mentre assai più evocativa pare Murmurations, che ci riporta senza meno ai momenti più felici di “Lifeforms”, Papua New Guinea, Vertical Pig, Cascade...Photosynthesis rappresenta il tentativo di dar vita a un'impossibile gemmazione di elementi fintamente floreali, sulle sabbie di mari immaginari. Le pulsazioni salienti dal grembo febbricoso della megalopoli, trapassate dal suono campionato di un sax, ci accompagnano verso l'epilogo di questa camminata negli abissi della musica transmentale dei nostri avveniristici eroi. Le successive Long Day, Vast Landscape, Clear Light Of Reality, non fanno che ribadire il concetto che la musica dei Nostri  debba essere completo appannaggio di menti aduse a perdersi nei meandri di un avvenirismo sonoro ed esistenziale ben oltre il limite del conosciuto, nel punto mentale nel quale avviene la metamorfosi della realtà che abbraccia il suo proprio delirio. Per chi ha ancora il coraggio di perdersi tra le fiamme sapienziali di altri mondi.

Rocco Sapuppo

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