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17 aprile 2014 , ,

Drekka

EKKI GERA FIKNIEFNUM

2014 - Dais Records
[Uscita: 25/02/2014]

DrekkaLa prestigiosa Dais(Psychic TV, Sasha Gray, Iceage, Youth Code) dà alle stampe il primo lavoro di Michael Anderson, conosciuto con il nome artistico di Drekka. Un personaggio assolutamente sdoganato, un fabbricatore e ricercatore del suono originalissimo e di grande sensibilità, la cui presenza in certi contesti underground nostrani non è certo passata inosservata. Se ne ricorda la partecipazione al Mu.vi.ment.s 2011 ma anche la sua preziosa tape in edizione limitatissima a testimonianza di una delle serate live presso Brigadisco’s Cave. Questo lavoro è in realtà l’ideale sunto di svariati anni di attività di mr Drekka che finalmente decide in qualche modo di fermare su traccia il libero fluire dei suoi pensieri sonori e le performance estemporanee sempre rigorosamente live. Tra gli ospiti presenti oltre alla voce di Annelies Monsere anche Thorir Georg e Shane Butler (Quilt). Go from my window è un anonimo folk popolare riportato all’attenzione da Shirley Collins, viene sublimato nell’atmosfera eterea dalla voce di Annelies. La traccia è frutto di una serie di sovrapposizioni di live precedenti. Window 7 ci riporta ai toni placidi e caldamente ambient che meglio caratterizzano il sound dell’artista di Bloomington (Indiana).

 

Il risultato più stupefacente di questo lavoro è la particolare incastonatura tra le campionature sperimentali a volte stridenti, caotiche, vicine allo straniante esistenzialismo post industriale e un tappeto di tocchi strumentali acustici assolutamente fluidi, morbidi, drekkaquasi codeinic L’omonima traccia Ekki gera fikniefnum risale al 2010 ed esattamente durante un tour in Islanda corrispondente all’eruzione dello Eyjafjallajškull, pur con le numerose e successive rivisitazioni ci restituisce un crescendo strutturato che instilla un coinvolgente senso di sospensione. La perfetta colonna sonora di uno spettacolo sontuoso e potente pieno dei contrasti prodigiosi di irruenza e armonia della natura. Tarwestraat 52 che alterna la staticità di ambienti brumosi a folate di glitch e stratificazioni armoniche, fino al florilegio orchestrale dei minuti finali. Ed è proprio il richiamo ad una immaginaria colonna sonora che continuamente si plasma e si definisce con modalità sperimentali e intuitive uno dei punti di forza e originalità di Drekka. L’Hafler Trio di McKenzie nei suoi picchi più ispirati, il sofisticato collage art diluito in rarefatte atmosfere ambient dei Deaf Center, l’universo musicale visionario quanto avvincente di Rutger Zuydervelt dei Machinefabriek che parte da suoni concreti per intessere le sue elucubrazioni droniche.

 

Voto: 7/10
Romina Baldoni

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