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5 febbraio 2012 , ,

Frànçois & The Atlas Mountains

E VOLO LOVE

2012 - Domino
[Uscita: 23/01/2012]

# Consigliato da DISTORSIONI

Frànçois Marry alias Frànçois & The Atlas Mountains proviene dalla regione francese della Charente-Maritime, sulla costa occidentale, ma dal 2003 si è stabilito a Bristol dove ha iniziato la sua attività di musicista professionista e di pittore. Prima di dar vita la suo progetto Frànçois & The Atlas Mountains, ha suonato in tour fra gli altri con Movietone, Camera Obscura, Crescent e pubblicato sotto varie sigle 5 album e una manciata fra Ep e split. Qui si fa accompagnare da quella che sembra sia diventata la formazione stabile del gruppo, il percussionista Amaury Ranger,  Gerard Black alle tastiere e Pierre aka Petit Fantôme, nome di punta della scena musicale di Bordeaux, all’elettronica, mentre Frànçois canta, sia nella sua lingua madre che in inglese, e suona la chitarra in quel modo particolare che ha imparato fra il Senegal e il Mali e in cui è evidente l’influenza di Ali Farka Toure. Del resto non è un caso il riferimento nel nome della band alla catena montuosa marocchina dell’Atlante, la musica del continente nero si fa sentire nelle sue influenze nell’uso fondamentale delle percussioni che con il loro incessante battito, accompagnato dalla ritmica della chitarra, profumano di spezie africane le canzoni di Frànçois & The Atlas Mountains. Così come non è un caso che la produzione sia stata affidata a Jean Paul Roman fido collaboratore dei Tinariwen. Questo suo ultimo album segna il debutto per la Domino, voluto da Laurence Bell boss dell’etichetta che era rimasto affascinato dalle loro esibizioni live, e Frànçois & The Atlas Mountains è il primo artista francese a firmare per la prestigiosa etichetta indie inglese.

 

Il disco è stato salutato con grande entusiasmo dalla stampa specializzata francese, sia Magic che Les Inrockuptibles lo hanno inserito fra i 10 migliori album del 2011, oltralpe infatti questo “E Volo Love” è uscito tre mesi fa. “E Volo Love”, titolo palindromo a significare un’ininterrotta ricerca e un continuo tornare e partire, è certamente un album personale e ben caratterizzato da un pop arioso di matrice britannica, unito al gusto romantico e poetico della chanson francese, più Francois Hardy che Gainsbourg, innervata dalle influenze africane; ma non tutte le canzoni sono pienamente convincenti, soprattutto quando illanguidiscono in melodie un po’ zuccherose, come in Bail Eternel. Risultano invece affascinanti, fra gli altri, brani come Azrou Tune in cui la voce di Frànçois si fa profonda alla Nico, Piscine, brano scelto come singolo, in cui la tradizione francese viene esaltata dagli inserimenti successivi dell’elettronica e delle percussioni, l’iniziale Les Plus Beaux riuscita sintesi fra ritmi africani e pop alla Vampire Weekend o Cherchez des Ponts splendidamente cantata in coppia con Françoise Breut, rinverdendo i fasti di altre celebri coppie francesi. Curiosa Buried Trasures dalla struttura tanto simile a Creep dei Radiohead da far pensare a un voluto omaggio.

Ignazio Gulotta
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