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14 settembre 2017 , , ,

Chris Forsyth & The Solar Motel Band ‎

DREAMING IN THE NON-DREAM

2017 - No Quarter
[Uscita: 25/08/2017]

Stati Uniti  #consigliatodadistorsioni     

 

Chris Forsyth & The Solar Motel Band_CoverUn “guitar anti-hero” dei nostri tempi: generica forse, ma è la definizione che meglio racconta il personaggio Chris Forsyth. Sempre in grado, lui, di aggirare e blandire i generi più codificati, in uno slalom personale e camaleontico al tempo stesso, possibile solo a chi ben padroneggia “La Grande Enciclopedia della Chitarra Rock”, da Jerry Garcia a Peter Green, da Sterling Morrison a Manuel Göttsching, da Lee Ranaldo a Duane Denison (Jesus Lizard) a Greg Ginn (Black Flag).

Il progetto Solar Motel Band, con Peter Kerlin al basso e Shawn Edward Hansen alle tastiere, risale all’album omonimo del 2014: un’immane suite psichedelica in quattro parti. A quel lavoro seguirono due LP per la No Quarter altrettanto sperimentali di cui, ultimo, il più frammentato ma pure interminabile e furente “The Rarity Of Experience” del 2016. “Dreaming In The Non-Dream”, quattro brani per “soli” 36 minuti, è un instant-album inciso come ‘live in studio’ in davvero poco tempo. Tutti i musicisti assieme, nella stessa stanza, lesti a catturare il momento: quell’atmosfera distesa ma ben salda che si percepisce nelle vecchie incisioni di Davis o Coltrane (nomi non casuali) per la Prestige. Poche prove, qualche appunto scritto, libertà tutt’attorno. Un album che sta alla Solar Motel Band come “Mirror Man” alla Magic Band di Beefheart.

 

Chris Forsyth_band03Il risultato è un nuovo excursus di rock fusion in gran parte strumentale che, come da marchio di fabbrica di Chris, è ben affine ad un progressive che eleva il jingle-jangle neo-psych di metà anni ‘80 ad una statura enorme ma mai boriosamente epica. Frequentando spesso la dissonanza, la sottile distorsione, la cacofonia addirittura, si colloca in un inesplorato territorio di confine tra “Marquee Moon”, “Arc” di Neil Young, le avventure canterburiane di Hillage ed Ayers e la ovvia jam psichedelica della Baia (sul modello jazzato alla Gold and Silver) così evidente nel primigenio Solar Motel.

Aggiornando la tradizione all’epoca del post rock, del math dei Don Caballero e dell’esperienza psichica di Hash Jar Tempo e Bardo Pond, Forsyth (foto a sinistra) sfugge alle downloadclassificazioni incarnandosi nel leader silenzioso di un combo che, con l’inserimento del sax alto nell’armamentario di Hansen, sconfina ben oltre il rock verso un free-form più trasversale che nei momenti illuminati sa far convivere i R.E.M. con i Van Der Graaf Generator. Merita un ascolto attento. 

 

Voto: 8/10
Giovanni Capponcelli

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